martedì 14 ottobre 2014

Altri nostri successi nel Consiglio comunale di #Treviso

Poiché non è sempre tutto negativo, oggi vi do conto di alcuni recenti nostri successi in Consiglio comunale e, precisamente, nella seduta del 30 settembre 2014.

Con il sostegno di tutti i capigruppo di maggioranza e minoranza, infatti, ho presentato 3 mozioni, preparate insieme a chi mi sta aiutando nella mia attività da consigliere, che sono state approvate dal Consiglio comunale quasi all'unanimità.

Più precisamente le mozioni impegnano il Comune a:


  1. estendere il servizio wifi del Comune di Treviso sia come copertura geografica che come tempo di connessione;
  2. trasmettere in diretta streaming le sedute del Consiglio comunale;
  3. realizzare una piattaforma di trasparenza e partecipazione sull'attività politico-amministrativa del Comune.

Con la terza mozione, in particolare, abbiamo dato inizio a un processo che potrebbe offrire ai cittadini di Treviso un efficace strumento per informarsi di quanto accade nell'amministrazione e, in particolare, dell'attività svolta dai rappresentanti eletti e per confrontarsi e collaborare direttamente con gli amministratori.

Abbiamo così tenuto fede al nostro impegno di proporre a Treviso una piattaforma simile a quella che hanno a disposizione i cittadini di Udine con il sistema OpenMunicipio.

#Cittadella della Salute di #Treviso: effetto marketing

Scrivevo di mistificazione pensando che fosse compiuta ma evidentemente non è mai abbastanza...

Qualcuno continua, infatti, a pretendere che cambiando il nome si cambi la natura delle cose.
Ricordate cosa dice la Giulietta di Shakespeare in proposito?

Per tornare alla mistificazione qui accanto ne abbiamo un esempio lampante. 

Cito alcune perle:
  • Distanza dal fiume. Si è passati da 5 m a 14 m di distanza ma sempre in deroga rispetto ai 20 m che le regole prescrivono, le regole che valgono per gli altri. Però, ci dicono, questo permette di arrivare in ambulanza bordo Sile: immaginate che bello! Ah, giusto, solo da lì si poteva fare l'accesso di emergenza?... A questo punto mi sarei aspettato anche un attracco diretto dal fiume, un altro possibile accesso di emergenza a barca! E poi tutti in bici e a piedi bordo Sile. Con i 20 m si sarebbe potuto fare altrettanto, magari permettendo pure l'instaurarsi di un piccolo ecosistema ripariale non troppo disturbato da ciclisti e podisti.
  • 300 posti auto in più dei 700 già previsti da quei cattivoni della Lega, perciò arriviamo a 1.000 totali: scritti in un accordo che già ne ipotizza l'insufficienza.
  • Risorse sulla viabilità saranno al massimo 100.000 euro da parte dell'ULSS. Ma apprendiamo, per esclusione, che tutti i soldi che saranno davvero necessari li metterà il Comune. E saranno ovviamente pagati con le nostre tasche di cittadini di Treviso. Un bel risultato!
  • Il distretto sanitario resta a Borgo cavalli. In realtà è stato stralciato dall'accordo ma il problema resta. Ci hanno spacciato come inevitabile il maxi-progetto della Cittadella perché ristrutturare il Ca' Foncello sarebbe costato 120 milioni. Ma quanto ci costerà mettere a norma le strutture di Borgo Cavalli? Pagheremo ancora una volta noi cittadini?
  • Project financing. Chi l'ha visto? Forse i volontari politici hanno accesso ai documenti mai forniti in Consiglio comunale...
  • Vincolo alla cubatura extra per sole esigenze sanitarie? Si tratta di un evidente gioco di parole come dimostrato da alcune osservazioni, comprese quelle che ho presentato. Qualcuno mi dimostri come si fa a verificare l'incremento di qualcosa che non è quantificato in partenza. 
  • Il controllo. Il passaggio dell'accordo citato dall'articolo esplicita solo, se l'italiano non è un'opinione, che l'ULSS sarà diligente ad aggiudicare in via definitiva i lavori e a vigilare che si realizzi quanto progettato. Non ci pare una gran conquista considerato che il progetto c'è, è quello di una delle cordate più o meno coinvolte dagli scandali degli appalti, ed è solo interesse del privato che si arrivi rapidamente a iniziare i lavori come li ha proposti, con i quali guadagnare. Invece nulla di concreto prevede l'articolo sul Collegio di vigilanza al quale sarebbe stato opportuno attribuire un ruolo di controllo ben più ampio. Ancora una volta sono state bellamente ignorate le osservazioni che suggerivano di renderlo un organismo di qualche reale utilità ed efficacia.
Mettendomi nei panni della "nuova" Amministrazione di Treviso mi auguro che i cittadini non diventino troppo smart perché altrimenti si potrebbero rendere conto di quante "libere interpretazioni" vengano spacciate per "verità".

lunedì 13 ottobre 2014

Mondi paralleli a #Treviso

Come sia andata a finire sulla Nuova Cittadella della Salute di Treviso già lo sapete ma uno dei retroscena è piuttosto esilarante, o disperante, dipende dai punti di vista...

Ho letto dalla stampa (articolo a lato) come si è svolta la commissione urbanistica di mercoledì 8 ottobre, che ha preceduto il Consiglio comunale di venerdì 10 ottobre scorso, in cui è stata votata la ratifica dell'accordo di programma per la Nuova Cittadella della Salute.

L'articolo si basa su una nota del Comune, suppongo predisposta dal Presidente della commissione e/o dalla maggioranza consiliare e/o dalla Giunta.
Sarebbe interessante confrontare la nota originale, quanto apparso sul quotidiano e il verbale della seduta. 

A meno che io non mi trovi a vivere in un mondo parallelo posso affermare che ho sentito pochi apprezzamenti formulati dai commissari presenti in merito al lavoro svolto. Forse li definirei tentativi, piuttosto incerti per la verità, di difendere l'indifendibile. 

Per il resto, non solo io e la minoranza ma anche alcuni commissari di maggioranza, abbiamo espresso più di qualche perplessità sulla vicenda.
E il voto favorevole quasi unanime non deve trarre in inganno su quanto davvero è stato detto durante la discussione.

domenica 12 ottobre 2014

Orti Botanici di #Treviso: addio a un'esperienza pluridecennale

Nel Consiglio comunale di venerdì 10 ottobre scorso ho assistito alla pervicacia con la quale la "nuova" Amministrazione di Treviso compie scelte con poco senso logico.

Siamo, infatti, finalmente giunti al voto sull'ordine del giorno che avevo presentato ancora a fine maggio scorso, insieme a tutta la minoranza, per salvare e rilanciare gli Orti Botanici di Treviso ampliando, se possibile, i soggetti coinvolti nella loro gestione e ripristinando un adeguato finanziamento.

Avremmo così potuto scongiurare la prospettiva di disperdere un patrimonio immenso che negli ultimi decenni l'Accademia Trevigiana del Territorio aveva costruito, curato con passione e regalato, nel quartiere di San Paolo, alla nostra città di Treviso.

Confesso che io come alcuni altri consiglieri di minoranza ci siamo dovuti informare per comprendere, o almeno cominciare a comprendere, la ricchezza di questa esperienza e di questi luoghi sia dal punto di vista naturale e ambientale ma anche, e soprattutto, dal punto di vista culturale e scientifico.

Temo fortemente che Giunta e Consiglieri di maggioranza non abbiano compiuto lo stesso sforzo ritenendo più importante il gesto di rinnovare la gestione, passare per una specie di bando pubblico e attendere nuove proposte invece che garantire continuità a un'esperienza che sfido chiunque a definire fallimentare, deludente o anche solo poco soddisfacente.

sabato 11 ottobre 2014

Nuova Cittadella della Salute di #Treviso: la mistificazione è compiuta

Ieri in Consiglio comunale abbiamo assistito all'apoteosi della mistificazione. Già in commissione urbanistica di mercoledì avevo sentito affermazioni paradossali ma di questo scriverò una prossima volta.
Torniamo, dunque, a ieri.

Il mio voto, come già sullo schema di proposta di accordo è stato contrario, unico tra tutti i presenti, per le ragioni che vi avevo già illustrato e per un'altra serie di ragioni.

A mio giudizio, buona parte dei consiglieri di maggioranza è venuto meno al dovere di rappresentare gli elettori e di svolgere il ruolo che la legge assegna al Consiglio comunale. Perciò li ho invitati a chiedere scusa ai cittadini di Treviso che li hanno eletti.

In breve i consiglieri comunali:

  • -non hanno neppure preteso di avere a disposizione la variante urbanistica che l'accordo di programma ha approvato;
  • -non hanno badato al fatto che tutte le osservazioni pervenute anche da cittadini e associazioni sono state dichiarate non pertinenti, a parte quelle che sistemavano "le virgole";
  • non hanno ritenuto rilevante che il giudizio sulle osservazioni fosse quello espresso dall'ULSS e che fosse, in alcuni casi illogico, altre volte errato e il più delle volte discutibile;
  • non si sono, quindi, neppure preoccupati di avere deluso quei cittadini che in un mese a cavallo di agosto hanno sottratto tempo ed energie alla propria famiglia o al proprio lavoro per collaborare, con altissimo senso civico a migliorare un provvedimento che incide su un'opera di importanza enorme per la comunità comunale, provinciale e regionale. 


mercoledì 8 ottobre 2014

Rottama Italia

Perché vogliamo che l’Italia cambi verso. Ma davvero.
Vogliamo un Paese moderno. E cioè un Paese che guardi avanti. Un Paese che sappia distinguere tra cemento e futuro. E scelga il futuro.
Vogliamo un Paese in cui chiamiamo sviluppo ciò che coincide con il bene di tutti, e non con l’interesse di pochi. Un Paese in cui lo sviluppo sia ciò che innalza -e non ciò che distrugge- la qualità della nostra vita.
Un Paese che cresca, e non un Paese che divori se stesso.
Un Paese capace di attuare il progetto della sua Costituzione. Una Costituzione che da troppo tempo “è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere”, una Costituzione in cui “è scritta a chiare lettere la condanna dell’ordinamento sociale in cui viviamo” (Piero Calamandrei).
Il decreto Sblocca-Italia è, invece, un doppio salto mortale all'indietro. Un terribile ritorno a un passato che speravamo di aver lasciato per sempre. Un passato in cui “sviluppo” era uguale a “cemento”. In cui per “fare” era necessario violare la legge, o aggirarla. In cui i diritti fondamentali delle persone (come la salute) erano considerati ostacoli superabili, e non obiettivi da raggiungere.

Giuseppe Dossetti avrebbe voluto che nella Costituzione ci fosse questo articolo: “La resistenza individuale e collettiva agli atti dei poteri pubblici che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione è diritto e dovere di ogni cittadino”.

La prima, e più importante, resistenza allo Sblocca Italia passa attraverso la conoscenza, l’informazione, la possibilità di farsi un’opinione e di farla valere. Discutendone nelle piazze e nei teatri, nelle televisioni e alla radio. Richiamando al progetto della Costituzione i nostri rappresentanti in Parlamento. E, se necessario, anche ricorrendo al referendum: se -alla fine e nonostante tutto- questo sciagurato decreto Rottama Italia diventerà legge dello Stato.
Perché non siamo contro lo Sblocca Italia. Siamo per l’Italia.

Tratto da Altreconomia da dove è possibile scaricare il pdf.