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domenica 18 settembre 2016

Cemento a Treviso, anche sui terreni comunali.

Con questo avviso d'asta il Comune di Treviso vuole alienare (vendere) alcuni terreni edificabili: tre lotti. Tali "valorizzazioni" sono state avallate dal Consiglio comunale in due sedute. In una ho votato contrario (16/12/2015) nell'altra mi sono astenuto (12/5/2016) ma solo perché nel gran calderone della lista di alienazioni era stata rivista quella di Villa Capuozzo per permetterne utilizzi dedicati alla comunità.

Non ci sembra condivisibile che il Comune venda terreni non edificati, quindi liberi dal cemento, senza averne prima cambiato la destinazione d'uso e quindi senza assicurarsi che
restino liberi (a verde). Anzi, evidenzia, con lo scopo probabilmente di spuntare qualche migliaio di euro in più (si va da 40 mila a 125 mila euro di guadagno atteso a seconda del "lotto"), che sono, appunto, terreni edificabili: dove poter costruire altro cemento...

Al di là della localizzazione dei lotti mi sembra una decisione in linea con le azioni del Comune di Treviso che sconfessano le promesse da campagna elettorale e l'attuale propaganda...


giovedì 15 settembre 2016

Elezioni provinciali di Treviso, un'opportunità da cogliere.

Dopo le premesse poco rassicuranti speriamo che il futuro porti qualche sorpresa positiva e che a seguito delle elezioni dei nuovi organi della Provincia di Treviso, diventata ente di secondo livello (cioè a elezione indiretta), si realizzino almeno alcuni degli auspici che ho condiviso con alcuni colleghi consiglieri comunali di Treviso due dei quali candidati al consiglio provinciale e che discuteremo in consiglio comunale dopo l'esito del voto.

Incrociamo le dite, indipendentemente da chi sarà il nuovo Presidente, e auspichiamo che:

  • la Provincia di Treviso sia un ente di secondo livello a servizio dei Comuni della marca, di tutti i Comuni, e non solo di alcuni; 
  • il consiglio provinciale sia il luogo del confronto pacato e collaborativo tra amministratori quali rappresentanti di tutti i cittadini del territorio e non si riduca allo scontro, o alle contrattazioni, tra esponenti di questo o quello schieramento politico o, peggio, tra chi persegue interessi particolari o personali; 
  • il rapporto tra Provincia e Comuni e le altre istituzioni sia animato dallo spirito di servizio per le nostre comunità e dall'anelito a rappresentare i cittadini tutti e le esigenze complesse e a volte eterogenee dei territori; 
  • il livello amministrativo provinciale rappresenti il livello di "area vasta" in cui ricomporre, ricucire, organizzare e connettere i disegni e le progettualità locali, con un atteggiamento propositivo, inclusivo e di rispetto reciproco, alla ricerca di armonia e coordinamento tra ciò che a volte è simile e coerente ma che talvolta è differente e dissonante, ma che è sempre complesso, rifuggendo la logica dell'imposizione e della prevaricazione; 
  • l'ente di secondo livello, come prefigurano le previsioni normative nazionali e non solo, rappresenti e costituisca l’organizzazione amministrativa, anche per mezzo delle sue articolazioni, per superare e assorbire la pletora di consorzi, unioni, intese, aggregazioni e quant'altro si è affastellato finendo, il più delle volte, per moltiplicare i centri decisionali e di spesa, non di rado, privi del personale tecnico-amministrativo adeguato al ruolo che tali soggetti dovrebbero svolgere; 
  • ci si impegni ai vari livelli istituzionali per invertire il progressivo strangolamento degli enti provinciali sia a livello economico-finanziario sia organizzativo e delle risorse umane determinato da un mal congegnato, disordinato, approssimativo e contraddittorio processo di riordino amministrativo, tornando a investire sulle persone e sui servizi alla comunità; 
  • sia colta da tutti gli attori istituzionali coinvolti l’occasione per valorizzare, a partite dalle donne e dagli uomini che lavorano e lavoreranno nella Provincia, le risorse, le capacità e le professionalità residue di questo ente rilanciandone la vitalità e la utilità per le comunità locali a cominciare dalla funzione di supporto e accompagnamento nei confronti degli enti locali ampiamente dimostrata da una prassi operativa consolidata negli anni; 
  • quanto sopra richiamato trovi una prima concretizzazione nella elaborazione e stesura dello statuto della “nuova provincia”; 
  • infine, si dimostri che il bene della nostra comunità e dei nostri concittadini prevale sugli interessi di appartenenza e schieramento, su quelli particolari e su quelli personali.

giovedì 1 settembre 2016

Elezioni Provinciali di secondo livello, serve un po' di verità

Corriere del Veneto, 01-09-2016
Finita la pausa estiva torniamo a pubblicare qualche commento.

Al di là delle valutazioni nel merito dei candidati che si sono presentati per le elezioni provinciali di secondo livello e delle liste a loro sostegno, sono arcistufo di leggere da giorni una falsità grande come una casa, ben sintetizzata dal titolo dell'articolo a fianco: La candidatura di Manildo [ndr. Sindaco del capoluogo]? Lo dice la Legge".

Falso!!!

La presunta "naturale predisposizione" del sindaco del capoluogo alla presidenza della provincia contenuta nella legge cosiddetta Delrio non esiste.
Anzi, è segno di una deriva, non nuova, di certi personaggi politici che già si manifesta ancora prima dell'insediamento del "nuovo" ente di secondo livello...e che porta ad alterare la realtà per fini propagandistici ignorando gli interessi dei territori e dei cittadini che li abitano.

Perciò ci sentiamo in dovere di spendere qualche parola di verità e smontare questa falsità.

giovedì 5 maggio 2016

@slotmob: no all'azzardo anche a #Treviso

facebook.com/slotmob
Anche a Treviso l'iniziativa di slotmob per contrastare il dilagare del gioco d'azzardo: sabato 7 maggio dalle 10 alle 12.30 in Piazza Carducci 2, bar: the lodge.

Stiamo ancora aspettando che il Comune di Treviso attui la nostra proposta di stilare una lista di tutti i locali "liberi dall'azzardo" in modo che cittadini e famiglie sappiano chi premiare e quali esercizi frequentare per dare il buon esempio.

Oltre al patrocinio serve molto altro per sostenere queste iniziative!

domenica 20 dicembre 2015

Consiglio comunale di #Treviso: arrivederci nel 2016



Le prossime sedute del Consiglio comunale della città di Treviso sono previste per:
  • 28 gennaio 2016 
  • 23 febbraio 2016 
  • 31 marzo 2016 
  • 29 aprile 2016
Salvo imprevisti sarà possibile seguirle in diretta via internet grazie alla mozione di Obiettivo Treviso approvata in Consiglio comunale e trasformata in realtà dal Comune.

Nell'attesa: un grande augurio di buone feste a tutti!

domenica 7 giugno 2015

L'università IUAV lascia #Treviso: la città, e il suo centro, continua a svuotarsi

La Tribuna 6-6-2015
Con questa notizia sembra chiudersi definitivamente l'esperienza della sede di Treviso dell'Università IUAV.

Forse moda e design non sono abbastanza smart per un impegno concreto dell'Amministrazione comunale che, nel frattempo, si perde in lotte interne...

Certo che un rimpasto in Giunta con la stessa pasta ha ben poche probabilità di portare qualcosa di buono...

martedì 2 giugno 2015

Passerelle dei Burci: le #opere incompiute non sono solo nel Parco #Sile

foto del 26-05-2015
A tutti, me incluso, è stata chiesta dai giornalisti un'opinione sulla vicenda delle passerelle dei Burci nel Parco Sile vietate al transito.

Non si capisce come qualche migliaio di euro possa essere il problema quando con la tassa di soggiorno dovrebbero esserci risorse, anche, per questo tipo di interventi.

Per fortuna di tutti pare che la questione sia risolta grazie all'intervento di un privato...

Ma forse il vero problema è come sono (in)utilizzate le risorse da parte degli Enti pubblici.

Nonostante le tante inaugurazioni, vere o presunte, della Green way, qui accanto vediamo ancora chiusa la passerella d'Aspà, in zona Sant'Antonino: una delle opere "incompiute", speriamo solo temporaneamente, dei vari Enti coinvolti, incluso il Comune di Treviso.

Dall'apertura "....a giorni", che si preannunciava in questo articolo del 22 gennaio, infatti, sono passati solo 5 mesi...
Non consola il fatto che del progetto si leggesse già nel 2008...

Viene da pensare che l'Ente Parco Sile non sia l'unica istituzione pubblica che ha qualche problema di (mal)funzionamento...

martedì 21 aprile 2015

Un caloroso benvenuto ai nuovi nati di #Treviso

Il Gazzettino, 16-04-2015
Un libretto di filastrocche e l'indicazione dei servizi offerti dal Comune per un grande Benvenuto! ai nuovi nati di Treviso.

Con grande soddisfazione riportiamo questo articolo che racconta di un altro nostro obiettivo raggiunto con la collaborazione della consigliera comunale Petra de Zanet e grazie alla disponibilità ad accogliere la nostra proposta e all'impegno a svilupparla da parte dell'Assessore alle Politiche sociali Liana Manfio con l'aiuto delle educatrici degli asili nido comunali di Treviso.

mercoledì 4 febbraio 2015

Intervento nel Consiglio comunale di #Treviso sulla #occupazione della caserma Piave

Nello scorso Consiglio comunale straordinario del 28 gennaio si è affrontata anche la questione dell'occupazione della Caserma Piave da parte del collettivo Ztl.

Questo il contenuto della mia comunicazione che ho chiesto di fare, non potendo essere presente di persona.

"Ringrazio il Presidente del Consiglio e i colleghi capigruppo per avermi accordato la possibilità, con modalità irrituali, di intervenire per iscritto al Consiglio comunale odierno essendo impossibilitato a partecipare di persona a causa di altri impegni.

Non voglio, quindi, abusare della pazienza e disponibilità dei colleghi perciò mi limiterò solo a qualche considerazione sulla vicenda della Caserma Piave.
Confesso che la prassi ormai consolidata di questa "nuova" Amministrazione di affrontare le questioni più delicate a mezzo stampa, eludendo le sedi democratiche deputate, mi lascia assai perplesso.
Dopo i mesi trascorsi dall'occupazione della Caserma Piave, abbiamo appreso solo dai giornali, e prima che nelle sedi istituzionali, le decisioni assunte dalla Giunta per affrontare il tema.

A onore del vero la curiosa coincidenza dell'annuncio della soluzione trovata con la fissazione della data del Consiglio straordinario di oggi (ndr. 28 gennaio) e la altrettanto curiosa coincidenza dell'annuncio della uscita dalla caserma del collettivo ZTL pubblicata sui quotidiani di oggi dimostrano quanto il confronto nel merito in Consiglio comunale sia "temuto".
Ma dimostra anche come l'azione della minoranza, che ha ottenuto la convocazione del Consiglio comunale straordinario odierno, abbia "costretto" più di qualcuno a uscire dall'equivoco dell'occupazione alternativamente tollerata, condannata o avallata, a seconda dei giorni e dell'esponente dell'Amministrazione che rilasciava dichiarazioni al riguardo.

Come riportato nella lettera al Prefetto che ho sottoscritto già a novembre scorso l'occupazione della Caserma Piave può e deve rappresentare un'occasione per la città di Treviso e per la sua Amministrazione di ripensare l'utilizzo di spazi pubblici insieme ai cittadini.

Già a fine ottobre, infatti, proposi ai Presidenti di II e V commissione consiliare di valutare l'opportunità di ispirarsi al "Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministratori per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani" del Comune di Bologna per dotarsi di strumenti per affrontare e risolvere il tema del recupero e della riqualificazione dei grandi spazi vuoti di Treviso con un approccio realmente partecipativo e collaborativo.

Gli annunci forniti alla stampa dalla Giunta in questa settimana sembrano orientarsi a un simile obiettivo ma abbiamo già visto come l'apertura di "bandi" per la concessione degli spazi comunali possa rivelarsi una grande delusione, semplicemente perché sono previsti oneri economico-finanziari insostenibili per molte realtà civiche associative o spontanee.

Devono, perciò, essere costruiti percorsi condivisi e accessibili senza disperdere quanto già realizzato, senza escludere dalla tanto sbandierata "partecipazione" quei rappresentanti democraticamente eletti che sono stati votati dai cittadini trevigiani e senza escludere i contributi che potranno arrivare dai soggetti più diversi.

Di questo percorso dovrà essere, a mio giudizio, dato conto in modo periodico nelle adeguate sedi istituzionali aperte al pubblico.
E, infine, auspico che questo percorso sia costruito insieme e che non ci capiti, ancora una volta, di poterne solo leggere gli esiti sulla stampa.

Grazie"

giovedì 29 gennaio 2015

Giunta di #Treviso, quanto ci fai spendere?

L'ingresso al Museo da Piazza Botter
Finalmente abbiamo avuto il tempo di visionare progetto e i capitolati dei lavori da svolgersi al Museo di Santa Caterina al fine di ospitare le mostre di Goldin.
Ci sembra doveroso, quindi, porre all'attenzione di tutti qualche numero...

Il progetto prevede il coinvolgimento di 3 sale, le ex scuderie fronte piazza Matteotti, il piano primo delle stesse e la sala "grandi tele" posta al primo piano del Museo, di  fronte alla vecchia scala in marmo.
Le opere, per un costo totale di Euro 1.225.000 (come da deliberazione di Giunta comunale del 19.12.2014)  riguardano il rifacimento dell'impiantistica delle sale per circa 600.000 Euro e alcune modifiche edili e di arredo (pannellature, banconi, una nuova biglietteria da aggiungere all'esistente) per ulteriori 600.000 Euro.
A nostro avviso, questi costi che suonano iperbolici sono, in realtà, sottostimati se leggiamo i prezzi dei materiali e delle lavorazioni di posa quantificati nella redazione del capitolato d'appalto. 

La cifra di 1.225.000 Euro è una stima praticamente sottocosto.

L'inevitabile conseguenza di questo è che l'importo dei lavori è destinato a lievitare oppure che la concreta messa in opera avvenga con materiali di scarsissima qualità, lavorati in maniera approssimativa e senza il rispetto delle "buone regole del costruire".
Non sapremmo scegliere la prospettiva meno nefasta per le casse comunali, per il Museo di Santa Caterina e, quindi, per il patrimonio pubblico di Treviso.

La fase progettuale è stata realizzata in parte "in casa" affidandola a tecnici dell'ufficio lavori pubblici del comune e in parte è stata utilizzata la consulenza di professionisti esterni, in particolare per la parte impiantistica, per la parte esecutiva  e di direzione lavori e per le competenze relative alla sicurezza di cantiere ex L. 494/96, per un totale di oltre 100.000 euro + IVA.

Un importo lavori di circa 860.000 euro genera, quindi,  compensi  ai professionisti esterni pari a circa 100.500 Euro per un'attività tecnica solo parziale, considerato che parte del lavoro di progettazione viene svolto da tecnici interni al comune. La cifra complessiva, poi, è fuori di ogni logica per dei lavori di allestimento e manutenzione straordinaria la cui durata prevista è di soli 3 mesi.
Aggiungendo IVA, imprevisti e balzelli vari si arriva alla spesa totale, ormai tristemente nota, di 1.225.000 euro, e questo in sostanza per fare cosa:
  • disallestire i recenti impianti delle sale e rifarli; 
  • demolire 8 servizi igienici e rifarli con materiali ed elementi di minor costo e minor pregio degli esistenti a giudicare dai prezzi preventivati; 
  • rifare il manto di copertura per interporre una guaina bituminosa ed un pannello di legno di 18 mm di spessore a "fini isolanti"; 
  • sostituire e/o porre in opera nuove porte, nuove finestre o ulteriori chiusure a vetri; 
  • approntare banconi, inclusa la seconda biglietteria, e pannellature per esporre le opere.


Il Museo di Santa Caterina è stato recentemente ristrutturato e con ottimi risultati sia estetici che funzionali, inclusa l'illuminazione che per molti altri musei e sale espositive rappresenta una nota dolente.
Ritengo ancora più assurdo procedere ad una nuova ristrutturazione utilizzando le scarse risorse del Comune. Risorse che potrebbero essere destinate al completamento del museo Bailo, ora ancora in fase di ristrutturazione, così da approntare alcune sale con le dotazioni impiantistiche necessarie per ospitare le mostre delle "preziose" opere promesse da Goldin.
Si eviterebbe così una spesa per rifare qualcosa che funziona e che non necessita di interventi di manutenzione straordinaria.

Dobbiamo ricordarci, inoltre, che la città è ancora priva di rete fognaria, situazione da terzo mondo e che probabilmente sfugge a chi redige le classifiche della "qualità di vita" delle città italiane. Quasi tutto il centro storico, ma non solo, scarica i propri reflui nell'amato Sile e negli altri canali che confluiscono in esso.
Strade, piste ciclabili e marciapiedi sono assenti, parziali o in pessime condizioni di manutenzione.
Tutto ciò mentre assistiamo all'arbitrario stanziamento di ingenti risorse all'adeguamento di Santa Caterina per le mostre di Goldin, sottraendole dal bilancio dei fondi destinati alla realizzazione di opere di urbanizzazione in quanto derivanti dai contributi di chi richiede i "permessi di costruire" immobili.

Assistiamo, inoltre, alla ripetizione della recente esperienza sulla gestione dei rifiuti in cui il Comune di Treviso ha consegnato le chiavi della città alla società Contarina che si può permettere di fare il bello e il cattivo tempo su tutto, salvo incerte e traballanti tentativi del Comune di correre ai ripari.
Ora è il turno della gestione dei musei ad opera di Goldin!

Tutto questo accade, ancora una volta, a spese dei cittadini. Infatti gli sponsor, al più, finanzieranno le mostre, i cui ricavi resteranno agli organizzatori privati, mentre le donazioni dei privati con il cosiddetto Art Bonus valgono come credito di imposta, e quindi sono tasse non pagate, per almeno il 50% degli importi donati. E, nonostante questo, per Santa Caterina, al momento, non arriviamo nemmeno alla cifra di 200.000 euro di donazioni sul milione e duecento mila euro messo a bilancio.
Il fatto che forse la regione contribuisca con una parte di risorse non ci sembra una grande conquista visto che le tasse pagate in Veneto escono comunque dalle tasche di noi cittadini, trevigiani inclusi.

Ancora una volta, tutte le risorse della città destinate alla cultura si concentrano su un'unica e sola azione, totalmente vincolata alla buona volontà e alla capacità di un singolo soggetto che, se e quando si stufasse o non avesse la giusta gratificazione, potrebbe trovare un'altra "location" lasciando, come già accaduto, il deserto dietro di sé...

Bene che vada questa operazione darà lustro, e magari consenso elettorale, per qualche tempo a un'Amministrazione pubblica che delega responsabilità, doveri ed oneri ad altri: pochi, pochissimi privati lasciati liberi di operare come credono senza che ci sia alcuna visione, progettualità o regia complessiva.

Tutto si riduce e giustifica alla semplice e un po' limitata previsione di richiamare turisti a Treviso...
Gran magra prospettiva per chi aveva promesso di riportare la cultura al centro della politica e dell'amministrazione di Treviso.

sabato 27 dicembre 2014

#Goldin a #Treviso, quanto ci costi?

www.museicivicitreviso.it
Lungi da me "remare contro" ma qualche domanda sorge spontanea dopo la pubblicazione di questa delibera, del 19 dicembre scorso, che avvia i lavori per la "grande rivoluzione" dei Musei di Santa Caterina...

Si tratta infatti di lavori che costeranno al Comune di Treviso oltre 1 milione di euro e che sembra debbano essere realizzati con grande urgenza.
La variazione di bilancio approvata a fine novembre per trovare le risorse necessarie alla rivoluzione, inoltre, ha penalizzato altri capitoli di spesa assai importanti, come ad esempio il sociale.
Tuttavia i dubbi non si limitano a questo...

Pare infatti che questi lavori così urgenti, tanto da pubblicare le delibere e mandare le comunicazioni relative durante le festività natalizie, non siano per rinnovare la struttura del museo, che non è certo fatiscente o degradata, considerati gli interventi fatti anche di recente, quanto piuttosto per soddisfare le esigenze del famoso organizzatore di mostre Goldin che tanta notorietà aveva dato a Treviso e che si preannuncia ne conferirà nuovamente alla nostra città.


Ciò che lascia davvero perplessi è che i succitati lavori serviranno a creare una sorta di museo nel museo, con sale espositive dedicate esclusivamente alle mostre di Linea d'Ombra che richiederanno, inoltre, una biglietteria indipendente, un percorso di accesso riservato, un nuovo guardaroba, ecc.
Tutto ciò, però, sottrarrà inevitabilmente spazi all'attuale complesso di Santa Caterina dei Musei Civici di Treviso.

Vediamo quali:

mercoledì 19 novembre 2014

Numeria ed edificio ex Provincia di #Treviso, qualche considerazione

Gli edifici rossi saranno del Comune,
quello più vicino nero il "nuovo" edificio privato
Nella Commissione consiliare Territorio di oggi, in seduta pubblica, si è visto il "plastico" dell'intervento proposto, o meglio, concertato tra Numeria e Giunta comunale, e forse anche parte di Maggioranza.

Nonostante il plastico non eravamo a Porta a Porta...

Grazie anche al "Piano casa ter", descritto a febbraio da questa maggioranza come la peste, avremo 3.200 metri cubi in più dell'attuale, 10 volte tanto i 300 metri cubi che sarebbe possibile costruire se non ci fosse il Piano casa. Però con la contropartita di due sale e dell'edificio ex Prisma che passeranno in proprietà del Comune. Il resto dei benefit sono poca cosa.

Quindi: due piani, quasi tre, in più della sagoma attuale, fino ad arrivare all'altezza dell'edificio "ex Inail" a cui va aggiunta la previsione che vengano realizzati uno o due piani interrati per i parcheggi.

A proposito: con la Deliberazione in discussione si crea un precedente di applicazione del Piano casa regionale al centro storico di Treviso e non solo che potrebbe avere effetti deflagranti sul futuro della nostra città al di là delle belle parole sul cemento zero, anche al di là della "finta" riduzione introdotta dall'osservazione del Sindaco sul PAT.

Sapendo che la seduta sarebbe stata ricca di interventi ho anticipato via email agli altri commissari le mie considerazioni che vi sottopongo:

sabato 15 novembre 2014

Recupero della ex Provincia in centro a #Treviso, chi ci guadagna?

Il Gazzettino di Treviso 13-11-2014
Come promesso vi anticipo alcune delle mie perplessità sulla proposta della società Numeria di "riqualificazione" dello stabile della ex Provincia in viale Cesare Battisti, a poche centinaia di metri dal Duomo di Treviso.

Innanzitutto condivido buona parte di quanto ha espresso Sandro Zampese, capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale.

A proposito di beneficio pubblico è interessante anche quanto propone Maristella Caldato, consigliera comunale del PD.

A ciò aggiungo e vi propongo questa riflessione.

Il prof. Roberto Camagni del Politecnico di Milano, che abbiamo invitato in commissione consiliare a Treviso, ci ha mostrato che nella cosiddetta "urbanistica contrattata" è essenziale che l'Ente pubblico faccia una valutazione precisa e affidabile degli aspetti economici e sociali in gioco.

Ma senza le informazioni che si citano in questo articolo e, quindi, senza una valutazione tecnico-economica circostanziata e precisa da parte del Comune, come si può stabilire e scrivere in una Deliberazione del Consiglio comunale che sussistono l'interesse e il beneficio pubblico?

Il rischio che vedo io è che si stenda un tappeto rosso alla costruzione di appartamenti e locali commerciali a un tiro di schioppo dal Duomo di Treviso, il cui valore sul mercato possiamo solo immaginare, senza avere vantaggi di corrispondente importanza per la collettività.

Ma temo che questo rischio sia per molti irrilevante, tanto che giungeremo, senza tentennamenti, al voto favorevole da parte della maggioranza nel prossimo consiglio comunale di fine novembre.

#Treviso: centri commerciali in centro, il caso Numeria

La Tribuna, 14-11-2014
Ricordate il destino di Cassandra di cui ho già scritto in più occasioni?

Questo articolo tratta della proposta di intervento edilizio sull'ex Provincia vicino a Piazza del Duomo di cui vi scriverò in un altro post.

Ma quello che vi faccio notare qui è una delle frasi alla fine: sull'insediamento di "medie strutture commerciali" in centro storico.
Certamente io non avevo considerato "innocente" la variante al PRG approvata nel Consiglio comunale del 25 luglio scorso. Ve ne ho scritto e, a pagina 153 del verbale della seduta, trovate la trascrizione di quanto ho detto nel mio intervento.
Peccato che quel giorno molti non mi abbiano ascoltato... infatti l'unico voto contrario è stato il mio.

Perciò comincio a chiedermi: non capiscono quello che votano o sono perfettamente consapevoli?

Non so quale sia l'alternativa peggiore...

martedì 4 novembre 2014

Approvata una delibera di Giunta che promuove l'uso delle auto elettriche a #Treviso

Posteggio per auto elettriche
Lo scorso 7 ottobre la Giunta Comunale di Treviso ha approvato una delibera che renderà più facile e agevole l'accesso e la sosta delle auto elettriche all'interno del centro storico di Treviso.
Le auto totalmente elettriche avranno diritto alla sosta gratuita sulle strisce blu in tutto il centro storico e potranno sostare senza passare dai parcometri fino al 31.12.2015. Si tratta di uno dei passi che porteranno ad ulteriori vantaggi per questo tipo di mezzi non inquinanti.
Si sta, perciò, concretizzando nei fatti l'ordine del giorno da me presentato durante il Consiglio Comunale del 31 Marzo 2014 di cui ho dato conto qui. Trovate il testo dell'ordine del giorno qui.
Ho avuto inoltre notizia che stanno per essere attivate tre colonnine di ricarica per i veicoli elettrici all'interno del centro storico. Vi terrò aggiornati!


lunedì 3 novembre 2014

Gestione dei #rifiuti a #Treviso: chi comanda?

Chi comanda chi e che cosa a Treviso?
Ho già fatto qualche precisazione su dati della gestione dei rifiuti in un altro post.

Oggi vi racconto quanto ho denunciato in Consiglio comunale mercoledì 29 ottobre.

Si tratta di una vicenda che ritengo molto grave.

Un cittadino di Treviso ha richiesto a Contarina, fin dal primo tentativo di consegna, la possibilità di utilizzare i bidoni più piccoli, da 30 litri, invece di quelli standard da 120 litri, per la raccolta differenziata. Vive solo e in un appartamento molto piccolo, senza cantina e garage e produce quantità minime di rifiuti essendo molto spesso fuori casa.

Gli è stato risposto di no. I bidoni piccoli gli sono stati negati.

Dopo le prime risposte negative (visto che fatto più di un tentativo con Contarina) questo cittadino si è rivolto al Comune di Treviso.
Ebbene un Dirigente del Comune ha valutato la sua situazione e chiesto al Consorzio di Comuni Priula, di cui Treviso fa parte, e a Contarina Spa, che per conto del consorzio gestisce il sistema di raccolta dei rifiuti, di accogliere la richiesta di bidoni piccoli:


Nonostante ciò Contarina, rispondendo al cittadino in questione e non al dirigente comunale che ha fatto formale richiesta scritta, ha nuovamente rifiutato di consegnare i bidoni più piccoli:



La gravità della situazione sta nel fatto che Contarina gestisce la raccolta dei rifiuti per conto del Comune, e dunque dei Trevigiani. Tra l'altro è una società di un consorzio di comuni (Priula) tra cui quello di Treviso a cui il servizio è stato affidato senza alcuna gara pubblica.
Quindi è assurdo che Contarina ignori un'indicazione così esplicita da parte di un Dirigente del Comune a cui "indirettamente" appartiene.

E non voglio nemmeno ipotizzare che questa vicenda possa fare sorgere dubbi sulla legittimità della gestione perché getterebbe ombre sulla sussistenza del cosiddetto "controllo analogo" da parte del Comune di Treviso su Contarina Spa.

Ricordo che un Ente locale può affidare, senza alcuna gara, un servizio così importante solo mediante il cosiddetto in house providing cioè, per semplificare, solo a una società che agisce come fosse l'Ente locale direttamente a gestire il servizio.

La questione è certamente complessa.

Ma se un Dirigente di un comune non ha titolo a dare indicazione su come gestire il servizio sul territorio di quel comune, chi ha il controllo? Sicuramente non lo hanno i cittadini...
Siamo messi proprio bene!

mercoledì 29 ottobre 2014

Ex Provincia: la bella partecipazione a #Treviso

Paradossale per non dire di peggio. Anzi, parafrasando le solite noiose parole del Sindaco di Treviso potremmo dire "che bello, ci piace molto" venire a conoscenza dai quotidiani dell'ennesimo maxi-progetto per la città di Treviso.

Noi consiglieri di minoranza, infatti, potremmo anche fare a meno di andare in Consiglio comunale e nelle commissioni, tanto le decisioni ci vengono notificate a mezzo stampa.

Ma siamo fortunati perché in questo modo ci sentiamo più vicini ai cittadini che ci hanno eletto e che vengono trattati come noi: sudditi delle decisioni del monarca.

Ancora una volta è stato tutto deciso dal Sindaco e dai suoi sodali con lo "sviluppatore" di turno.
Il Consiglio Comunale sarà, al solito, chiamato solo a fare sì sì con la testolina. E guai a chi non accetta: si intralcerebbero le magnifiche sorti e progressive del cambiamento di Treviso...

Chissà se qualche consigliere di maggioranza chiederà di vedere il progetto... ma forse è più serio farne a meno considerato che non c'è spazio per ripensamenti o modifiche.

In un Comune in cui neppure i rappresentanti eletti da migliaia di cittadini sono considerati meritevoli di conoscere e valutare i progetti che interessano la città mi chiedo come si possa continuare a raccontare la favola della partecipazione.

Forse l'unica speranza è diventare tutti volontari politici, avremmo un più facile accesso alle informazioni. Anzi faccio un appello ai miei concittadini: offritevi tutti come volontari politici al Sindaco. Potrebbe capitarvi, così, di conoscere ciò che bolle in pentola e forse magari anche di essere ascoltati prima che le decisioni vengano prese.

Temo che sia l'unico modo affinché tutti i trevigiani siano Sindaco... per chi ricorda l'ennesimo slogan elettorale tradito dai fatti...

lunedì 27 ottobre 2014

A #Treviso esce un bando per promuovere l'impianto di alberi/arbusti in aree private. Le mie perplessità sull'iniziativa.

siepi di un'unica specie in un giardino privato
L'amministrazione comunale di Treviso ci ha raccontato che i fondi che annualmente venivano stanziati per gli Orti botanici di Treviso (circa 15.000 Euro) non erano più reperibili (si veda quanto scritto in merito in questo blog qui). A distanza di poco tempo, saltano fuori ben 40.000 Euro per promuovere l'impianto di alberi/arbusti in aree private con un provvedimento affrettato e che sembra avere, a nostro giudizio, scarso criterio. Il comune di Treviso ha, infatti, recentemente indetto un bando per finanziare interventi di messa a dimora di alberi e arbusti nei giardini privati allo scopo di ridurre e assorbire le emissioni di CO2 in città (“Bando di concorso per l’erogazione di contributi per promuovere la piantumazione di alberi e/o arbusti per siepi autoctoni in aree private” - per i documenti ufficiali si consulti la pagina web del comune di Treviso).
Ritengo che la lista sia fuorviante e che gli obiettivi perseguiti siano di dubbia efficacia. L'iniziativa si configura più come un finanziamento a pioggia piuttosto che un intervento mirato a ottenere gli obiettivi dichiarati.

Queste in sintesi le ragioni delle mie perplessità:
  1. mancano dei criteri ragionati di impianto e di scelta delle specie (seppur dichiarate autoctone). Sarebbe stato il caso di dare qualche indicazione sulla messa a dimora delle piante;
  2. alcune specie pur essendo nell’areale compatibile presentano dei problemi di impianto nel contesto ambientale di Treviso;
  3. dubbia è anche la selezione di alcune specie che presentano non pochi problemi di gestione. Il bosso (Buxus sempervirens), ad esempio, è a grande rischio di parassiti (piralide) che lo conducono a grave deperimento; 
  4. il bando non limita e non regola situazioni di dubbia efficacia. È possibile, infatti, richiedere il finanziamento anche qualora si volesse impiantare una singola specie (ad esempio una siepe composta solo da un tipo di arbusto);
  5. difficoltà sorgono anche quando si considera l’effettiva efficacia di un provvedimento volto ad abbassare la concentrazione di CO2 nell’aria. L'eventuale messa a dimora di qualche pianta in giardini privati non si configura minimamente come un'azione, per densità e capacità di fissazione, all'altezza di incidere in modo misurabile; 
  6. fasce tampone, siepi campestri, boschetti urbani hanno una efficacia sicuramente maggiore di un giardino privato per perseguire lo scopo del bando, la riduzione dell’anidride carbonica mediante “fissazione” nelle piante;
  7. il suolo libero non impermeabilizzato è di per sé già una risorsa importante per l'immagazzinamento del carbonio;
  8. dal punto di vista naturalistico, ammesso che si possa applicare tale concetto a giardini privati la cui estensione può essere minima, sarebbe stato possibile uno sforzo in più puntando a migliorare la naturalità e biodiversità urbane. Per esempio prevedendo che, nel caso di arbusti e siepi, il finanziamento fosse erogabile per piantumazioni miste con attenzione alla compatibilità e integrazione reciproche per evitare l'instaurarsi di meccanismi di competizione; 
  9. per quanto riguarda gli alberi, inoltre, sarebbe stato necessario avvisare delle possibili altezze che questi raggiungono (un tasso - Taxus baccata può arrivare a 25 metri e più di altezza come tanti altri alberi della lista). Non sono rari i casi in cui si piantano alberi quando sono ancora piccoli salvo poi pentirsene nel giro di qualche anno; 
  10. un'ulteriore opportuna cautela sarebbe quella di avvisare che nelle nostre zone il leccio (Quercus ilex) è mediamente sofferente e malaticcio se piantato laddove la falda sotterranea è molto vicina al piano di campagna, come pure la roverella (Quercus pubescens) o il castagno (Castanea sativa), quest'ultimo molto più pertinente alla mezza montagna.

Certamente tali indicazioni dovrebbero e potrebbero essere fornite dai vivaisti con i quali viene stipulata la convenzione ma rendere esplicita questa esigenza sarebbe stata una buona idea.

Utilizzare una lista di specie autoctone nel più ampio areale senza un minimo di attenzione al contesto di Treviso, come l'inserimento del castagno o del cerro (Quercus cerris) bene evidenzia e alla destinazione a verde privato, con tutti i problemi che ciascuno “privato” dovrebbe affrontare per specie con esigenze al limite dell’ambiente, non sembra una scelta oculata e ponderata.
Da segnalare, infine, che l'inserimento in tabella della specie oxycarpa del Frassino (a parte la dubbia collocazione tassonomica) ha fatto scorrere le righe della seconda colonna con il risultato che, dal Frassino in giù, i nomi comuni non corrispondono al nome scientifico.

Concludo dicendo che mi stupisce e mi lascia senza parole il fatto che per questa iniziativa raffazzonata siano stati trovati ben 40.000 Euro quando da poco si è deciso di non dare più il contributo di 15.000 Euro all'attività scientifica svolta negli orti botanici di Treviso con la scusa della mancanza di fondi, abbandonandoli a un destino incerto...

Sarà sicuramente mia cura suggerire all'amministrazione comunale di Treviso di tenere conto di quanto detto sopra... e chissà, magari, di rimediare!
(articolo scritto con l'aiuto di alcuni collaboratori)

lunedì 13 ottobre 2014

Mondi paralleli a #Treviso

Come sia andata a finire sulla Nuova Cittadella della Salute di Treviso già lo sapete ma uno dei retroscena è piuttosto esilarante, o disperante, dipende dai punti di vista...

Ho letto dalla stampa (articolo a lato) come si è svolta la commissione urbanistica di mercoledì 8 ottobre, che ha preceduto il Consiglio comunale di venerdì 10 ottobre scorso, in cui è stata votata la ratifica dell'accordo di programma per la Nuova Cittadella della Salute.

L'articolo si basa su una nota del Comune, suppongo predisposta dal Presidente della commissione e/o dalla maggioranza consiliare e/o dalla Giunta.
Sarebbe interessante confrontare la nota originale, quanto apparso sul quotidiano e il verbale della seduta. 

A meno che io non mi trovi a vivere in un mondo parallelo posso affermare che ho sentito pochi apprezzamenti formulati dai commissari presenti in merito al lavoro svolto. Forse li definirei tentativi, piuttosto incerti per la verità, di difendere l'indifendibile. 

Per il resto, non solo io e la minoranza ma anche alcuni commissari di maggioranza, abbiamo espresso più di qualche perplessità sulla vicenda.
E il voto favorevole quasi unanime non deve trarre in inganno su quanto davvero è stato detto durante la discussione.