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martedì 11 ottobre 2016
venerdì 24 luglio 2015
Amministrazione comunale di #Treviso, il limite è superato!
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| La Tribuna, 24-07-2015 |
di Obiettivo Treviso
- dopo il milione e mezzo di euro, a carico dei Trevigiani, per lavori insensati e frettolosi a santa Caterina;
- dopo il porfido buttato per i costi eccessivi di manutenzione quando si prevedono centinaia di migliaia di euro per piazza Rinaldi, che ha un fondo perfettamente integro;
- dopo la pagliacciata del piano di rischio aeroportuale;
- dopo lo strazio degli orti botanici abbandonati da oltre due anni perché non si trovano 10 mila euro, tanto da respingere l'ordine del giorno del marzo scorso al riguardo;
- ora si "regalano" a un privato gli spazi di santa Caterina e l'ingresso al nuovo Bailo con la contropartita di mezzo euro su un biglietto da 15 euro (un trentesimo!) e un po' di promozione che qualunque organizzatore che non sia garantito dai soldi pubblici ha tutto l'interesse di fare, a proprie spese, (tra l'altro sapendo di portare pubblico grazie ad Arturo Martini e non tanto grazie a Escher).
Questa amministrazione deve andarsene smettendo di fare danni gravando sulle spalle dei Trevigiani.
E chi continua a girarsi dall'altra parte e sostenere le peggio cose in consiglio comunale deve trarre le dovute conclusioni o sarà complice di questo scempio inaccettabile.
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lunedì 6 luglio 2015
Incontro pubblico a #Treviso, lunedì 6 luglio, ore 17: "Il Museo oggi. Nuove strutture e nuovi servizi"
Incontro pubblico
IL MUSEO OGGI.
NUOVE STRUTTURE E NUOVI SERVIZI
Lunedì 6 Luglio 2015, ore 17.00
Treviso - Sala Verde di Palazzo Rinaldi
IL MUSEO OGGI.
NUOVE STRUTTURE E NUOVI SERVIZI
Lunedì 6 Luglio 2015, ore 17.00
Treviso - Sala Verde di Palazzo Rinaldi
Organizzato da:
- Associazione Per i Musei Trevigiani
- ICOM Italia Coordinamento Veneto
venerdì 12 giugno 2015
Per i #Musei civici di #Treviso: un consulente? Almeno un Direttore temporaneo...
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| Corriere del Veneto, 11-06-2015 |
Tra le numerose e brillanti idee per il rilancio dell'attività della Giunta di Treviso - il rimpasto di cui abbiamo già accennato - non è sfuggita quella del consulente per i musei...
Al riguardo è perfetto il commento offerto dall'Associazione Per i Musei trevigiani, nata dal Comitato Santa Caterina Bene comune di cui vi abbiamo già scritto.
Il testo integrale dal titolo "Un Consulente? Un direttore temporaneo al minimo" si trova qui.
Vi riporto alcuni passaggi che trovo molto interessanti in merito alle notizie di stampa apparse in proposito.
A parte quella che può essere una svista, Santa Caterina è formalmente aperta (a meno che non si siano resi conto che i lavori ne compromettono, di fatto, fortemente la fruizione) è utile fermarsi, noi come l’amministrazione, a riflettere sulla complessità del contesto dei Musei Civici di Treviso nel quale dovrebbe operare questo consulente."
Segue l'elenco delle sedi museali comunali: Santa Caterina e il Bailo ma anche le, pare dimenticate dal Sindaco, sedi di Ca’ Robegan e Ca’ da Noal.
Tanto che si dice "anche solo limitandoci a quanto di pura pertinenza comunale (le questioni aumentano pensando agli auspicati collegamenti con il Museo diocesano e il Tomaso da Modena in San Nicolo e nella sala del capitolo), il sistema museale trevigiano spicca per ricchezza e varietà delle collezioni, delle sedi e delle loro necessità."
lunedì 11 maggio 2015
Inaugurato "Il Giardino delle Arti" a #Treviso
di Mirco Venzo
L’idea dell’associazione di cui Jader è il Presidente è di creare una piccola “Montmartre” nel luogo più antico di Treviso (i primi a insediarsi furono i paleoveneti, ma in seguito pure i romani scelsero di colonizzare la città partendo proprio da questa collina) e per ciò ogni sabato e domenica i soci iscritti all’associazione potranno esporre le loro opere.
Sento una voce squillante declamare in versi:
“Vorrei poter essere un pittore
E dipinge i colori del mondo.
Il rosso del sole,
il verde degli ulivi,
il giallo delle foglie caduche.
Una pennellata infinita di colori:
ma di tutti, l’azzurro del mare e del cielo
riempiono il mio pennello
ed il mio sguardo,
che spazia, oltre l’orizzonte,
verso il blu infinito”.
La poesia a titolo “Pennellata” è di Valentina Tortora. A recitare i versi è Maria Giovanna Simbula, cantante e attrice di teatro. “L’artista non è considerato. Quando ti chiedono tu cosa fai di lavoro e tu rispondi –dipingo- poi facilmente sentirti replicare - Che bello! Ma di lavoro, per vivere intendo…- Voglio dire, mentre tu quando vai al lavasecco o a farti cambiare un tacco di scarpa si da per scontato debba pagare, perché hai di fronte un professionista, se sei un artista, si da per scontato che lo fai per hobbies! Non si considera che per arrivare ad affinare la tua abilità hai dovuto metterci impegno, capacità, tempo, come qualsiasi altro lavoratore. L’artista in questo paese non è considerato…”.
Il breve scorcio di dialogo, colto al volo proferito dalla cantante, ci fa intuire che lo stimolo proposto dall’associazione è già un pretesto per discutere non solo di arte, ma anche di filosofia, attualità e società. Sicuramente lo spirito di Luciano Gasper, evocato da un dipinto che Jader ha volutamente disposto nel centro del parco, sarà rimasto soddisfatto dell’iniziativa concretizzata dal suo allievo.
| http://tribunatreviso.gelocal.it/ |
Oggi (ndr. 10 maggio) chi avesse visitato il giardinetto di Sant’Andrea sarebbe rimasto colpito dai colori vivaci delle trame realizzate ad uncinetto da Licia Santuz (che già da qualche tempo sta vestendo gli alberi della Marca) ed avrebbe potuto ammirare, dislocati in ogni dove, quadri di ogni stile e genere, dentro l’area del giardinetto. Tutta la zona era invasa da artisti, tra i quali una decina esponevano. Origliando che diceva la gente attirata dall'evento, si poteva scoprire che vi erano scrittori, poeti, ceramisti, attori di teatro e cantanti. Promotore dell’iniziativa è il pittore, già allievo del famoso Luciano Gasper, Jader De Longhi: “Il Signore che tutto vede dall'alto, ha voluto premiare il nostro impegno e ci ha regalato questa splendida giornata di sole per inaugurare il “Giardino delle Arti”. Oggi, dopo un anno di preparazione, si semina qualcosa di magnifico, dipenderà dal nostro impegno e passione e da quella dei trevigiani tutti, far maturare questo seme in una pianta forte e robusta che resisterà nel tempo”.
L’idea dell’associazione di cui Jader è il Presidente è di creare una piccola “Montmartre” nel luogo più antico di Treviso (i primi a insediarsi furono i paleoveneti, ma in seguito pure i romani scelsero di colonizzare la città partendo proprio da questa collina) e per ciò ogni sabato e domenica i soci iscritti all’associazione potranno esporre le loro opere.
Sento una voce squillante declamare in versi:
“Vorrei poter essere un pittore
E dipinge i colori del mondo.
Il rosso del sole,
il verde degli ulivi,
il giallo delle foglie caduche.
Una pennellata infinita di colori:
ma di tutti, l’azzurro del mare e del cielo
riempiono il mio pennello
ed il mio sguardo,
che spazia, oltre l’orizzonte,
verso il blu infinito”.
La poesia a titolo “Pennellata” è di Valentina Tortora. A recitare i versi è Maria Giovanna Simbula, cantante e attrice di teatro. “L’artista non è considerato. Quando ti chiedono tu cosa fai di lavoro e tu rispondi –dipingo- poi facilmente sentirti replicare - Che bello! Ma di lavoro, per vivere intendo…- Voglio dire, mentre tu quando vai al lavasecco o a farti cambiare un tacco di scarpa si da per scontato debba pagare, perché hai di fronte un professionista, se sei un artista, si da per scontato che lo fai per hobbies! Non si considera che per arrivare ad affinare la tua abilità hai dovuto metterci impegno, capacità, tempo, come qualsiasi altro lavoratore. L’artista in questo paese non è considerato…”.
Il breve scorcio di dialogo, colto al volo proferito dalla cantante, ci fa intuire che lo stimolo proposto dall’associazione è già un pretesto per discutere non solo di arte, ma anche di filosofia, attualità e società. Sicuramente lo spirito di Luciano Gasper, evocato da un dipinto che Jader ha volutamente disposto nel centro del parco, sarà rimasto soddisfatto dell’iniziativa concretizzata dal suo allievo.
Ubicazione:
Treviso TV, Italia
martedì 5 maggio 2015
Museo di Santa Caterina: pagano i cittadini di #Treviso
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| http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=296954 |
Una consolazione per i Veneti ma non per i cittadini di Treviso che pagheranno per intero (o quasi) il conto dei lavori da oltre 1 milione di euro su cui restano tutte le nostre perplessità...
giovedì 30 aprile 2015
Il Popolo di Bronzo a #Treviso
| http://www.angelademontis.it/ |
di Mirco Venzo
Il Popolo di Bronzo è il titolo della mostra itinerante ora ospitata a Treviso, più precisamente in sala d’Arme sopra Porta Santi Quaranta. Proprietario della raccolta è la provincia di Cagliari, che non la sta nascondendo nella sua terra, ma la sta facendo girare per favorire la conoscenza della cultura sarda; decine sono le città che hanno già ospitato l’evento che inizia avere richieste anche dall’estero. A Treviso l'esposizione è arrivata grazie all’interessamento del “Circolo Amicizia Sarda” locale che ha preparato anche un esaustivo video per presentare l’iniziativa, reperibile su “Vimeo”. L’idea della mostra spetta ad una studiosa di cose sarde, Angela Demontis, che partendo dai manufatti bronzei, (delle statuette), rinvenute non solo nell’isola sarda ma anche altrove, ha cercato di ricostruire a grandezza naturale l’abbigliamento e gli accessori di quest’antica civiltà.
La ricostruzione non è certa ma il grado di attendibilità frutto di accurate ricerche è più che sufficiente per testimoniare l'elevato grado di civiltà raggiunto da quelle popolazioni che intrecciavano conoscenze legate alla concia delle pelli, alla lavorazione del legno, del bronzo, della tessitura non solo ottenuta lavorando la lana ma anche altri materiali tra cui la canapa e una fibra originata da un mollusco marino. Adalberto Garippa, presidente del circolo sardo di Treviso sottolinea la raffinatezza del gusto che poneva quella popolazione nella realizzazione dell’abbigliamento.
Descriverlo pare a me cosa superflua poiché tutti i trevigiani hanno la possibilità di visionare gratuitamente questa mostra, cogliendo ognuno con la propria sensibilità le informazioni rese disponibili dalla generosità sarda.
Inutile dire che è anche l’occasione per vedere un punto storico di Treviso: la sala che ospita la mostra è, come già indicato, proprio sopra Porta Santi Quaranta.
Orari di apertura al pubblico:
Mar. Giov. Sab. dalle 16,30 alle 19.30
Domenica e festivi dalle 10,30 alle 12,30
Mar. Giov. Sab. dalle 16,30 alle 19.30
Domenica e festivi dalle 10,30 alle 12,30
La mostra rimarrà a Treviso sino al 3 maggio
Per contatti e.mail l’indirizzo è amiciziasarda@gmail.com
sabato 21 marzo 2015
Museo di Santa Caterina a #Treviso: il cantiere senza termine
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| lavori di importo ignoto e termine incerto (21-03-2015) |
Ma, purtroppo, queste latitano.
Qui accanto il cartello del cantiere dei lavori al Museo di Santa Caterina, già immortalato dal Comitato Santa Caterina Bene Comune.
Il mio commento:
importo ignoto, termine incerto.
Perciò, forse, con queste incertezze sui tempi, prevedibili, non ha avuto tutti i torti Goldin a rinunciare per quest'anno...
Per i costi il dubbio sarà, forse, che la spesa di 1 milione e 200 mila euro lieviterà come di prassi italica, sarà che, per certo, sono già usciti dalle casse comunali quasi 1.500 euro, non preventivati, per il restauratore che segua lo spostamento delle opere.
importo ignoto, termine incerto.
Perciò, forse, con queste incertezze sui tempi, prevedibili, non ha avuto tutti i torti Goldin a rinunciare per quest'anno...
Per i costi il dubbio sarà, forse, che la spesa di 1 milione e 200 mila euro lieviterà come di prassi italica, sarà che, per certo, sono già usciti dalle casse comunali quasi 1.500 euro, non preventivati, per il restauratore che segua lo spostamento delle opere.
Figura che, strano ma vero, non è un'invenzione del solito comitato frantuma mar... ma una prescrizione di legge (art. 29 del D.Lgs. n. 42/2004, il cosiddetto Codice dei Beni culturali) che è stata semplicemente "ricordata" al Comune di Treviso, su questa vicenda un po' troppo distratto, dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso con uno dei famosi pareri che qualcuno si era dimenticato di acquisire prima di dare il via al progetto con la decisione della Giunta (Sindaco e Assessori) del 19/12/2014.
Dimenticanza talmente bruciante che adesso viene negato ai consiglieri di avere i documenti della fantomatica variante, quella migliorativa, perché non è ancora ufficiale, non è stata ancora approvata perché... mancano i pareri delle soprintendenze!
A proposito, nel suddetto parere del 02/03/2015, la Soprintendenza sollecita il Comune di Treviso a predisporre il progetto museologico per Santa Caterina e non solo.
Non si può, quindi, che condividere l'affermazione del Sindaco secondo cui è una bella notizia che Fondazione Cassamarca, nelle strutture già adatte di Ca' dei Carraresi, organizzi una grande mostra a Treviso, come qualcuno aveva già ipotizzato a gennaio scorso.
Tutto questo can can, con relativa spesa dei nostri denari da parte del Comune, non mirava ad altro che alla grande mostra.
Per fortuna ora abbiamo una grande mostra e, come sa chiunque sia mai stato a Venezia (città in cui sono presenti contemporaneamente numerose mostre di grande rilevanza) e come sa perfettamente il grande organizzatore Goldin, più mostre ci sono in una città e meglio è! Unico viaggio, occasione multipla!
Per fortuna ora abbiamo una grande mostra e, come sa chiunque sia mai stato a Venezia (città in cui sono presenti contemporaneamente numerose mostre di grande rilevanza) e come sa perfettamente il grande organizzatore Goldin, più mostre ci sono in una città e meglio è! Unico viaggio, occasione multipla!
Non a caso sarebbe intelligente, e doveroso da parte del Comune, promuovere e puntare senza incertezze e titubanze sulla riapertura del Museo Bailo.
Lo abbiamo già detto ma più di qualcuno sembra restare sordo: basterebbe poco per organizzare la vera grande mostra con soldi pubblici e senza gettare dalla finestra milioni di euro in lavori in una sede destinata e vocata ad altro!
Lo abbiamo già detto ma più di qualcuno sembra restare sordo: basterebbe poco per organizzare la vera grande mostra con soldi pubblici e senza gettare dalla finestra milioni di euro in lavori in una sede destinata e vocata ad altro!
Da ieri sappiamo che ci sarà anche il volano della grande mostra "privata", che a Ca' dei Carraresi non costerà un euro di lavori al Comune e, quindi, a noi contribuenti.
A questo punto, poi, a maggior ragione è necessario che il Comune accolga la disponibilità del Laboratorio Santa Caterina Bene Comune a collaborare a ripensare i lavori a Santa Caterina così da valorizzare la vocazione del Museo, il lavoro svolto da chi ci lavora da anni e il patrimonio artistico e culturale che lì è conservato e, in parte, è ancora da esporre.
mercoledì 11 marzo 2015
Apertura del nuovo Bailo: il vero evento per il rilancio di #Treviso nel 2015
| Tribuna, 11-03-2015 |
A fine anno aprirà il "nuovo" Museo Bailo, come ricorda lo stesso articolo che riportiamo qui, potrebbe essere la vera occasione di rilancio culturale, turistico, economico di Treviso senza affidarsi a improbabili "nomi di grido" da corteggiare in tutta fretta, senza insistere sulla strada di lavori per i quali, checché si cerchi di fingere altrimenti, non sono ancora stati ottenuti tutti i nulla osta necessari, senza sprecare denari, pubblici e privati, in operazioni incerte e rischiose.
Con tutta la buona volontà che stanno manifestando categorie, amministrazione e associazioni è tanto difficile trovare qualche esperto di promozione culturale che coordini una massiccia attività di marketing in vista dell'inaugurazione del Nuovo Bailo?
Potrebbe essere il vero grande evento a Treviso per il 2015!
Gino Rossi e Arturo Martini, ma non solo, ci sono invidiati dal Mondo, per quale assurdo e imperscrutabile ragione non se ne vuole approfittare?
Forse proprio perché costerebbe infinitamente meno e porterebbe gli stessi, se non maggiori, risultati?
Forse c'è bisogno di una torta da spartire?
Mi auguro di no...
sabato 7 marzo 2015
Museo di Santa Caterina a #Treviso, niente mostra !?!
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| http://tribunatreviso.gelocal.it |
E stanno già fioccando le reazioni, comprese quelle dell'Amministrazione.
Avevamo già denunciato l'approssimazione e la fretta con la quale è stata condotta questa operazione.
Perciò mi aspetto che nessuno voglia accusare un Comitato e i, pochi, consiglieri comunali che hanno semplicemente notato, e fatto conoscere a tutti, la scarsa sensatezza, per non dire illogicità, della scelta di snaturare il Museo civico di Santa Caterina per renderlo, sostanzialmente, una sede espositiva per mostre temporanee.
Mi auguro che a questo punto i lavori da oltre un milione di euro a carico nostro, che sembravano urgenti e indispensabili, e per i quali non erano nemmeno stati richiesti i pareri delle Soprintendenze competenti, pareri che a tutt'oggi non sono ancora stati completamente acquisiti, vengano definitivamente revocati.
Mi auguro che a questo punto i lavori da oltre un milione di euro a carico nostro, che sembravano urgenti e indispensabili, e per i quali non erano nemmeno stati richiesti i pareri delle Soprintendenze competenti, pareri che a tutt'oggi non sono ancora stati completamente acquisiti, vengano definitivamente revocati.
I lavori utili al Museo di Santa Caterina non sono certo quelli che erano stati decisi in vista delle Grandi mostre.
Ubicazione:
Treviso TV, Italia
martedì 3 marzo 2015
Damien Hirst e i Young British artists a Ca' dei Ricchi
di Mirco Venzo
Sala strapiena a Ca’ dei Ricchi mercoledì 25 febbraio per ascoltare Carlo Sala alla sua seconda presentazione di arte contemporanea incentrata su Damien Steven Hirst (Britstol 1965) e gli “Young British Artists” di Londra.
Gli uomini di riferimento della serata sono Damien, in questo periodo numero due tra gli artisti più pagati al mondo e Charles Saatchi pubblicitario, gallerista e collezionista anglo-iracheno.
Damien sale alla ribalta nel 1988 grazie ad una mostra intitolata “Freeze”.
Freeze significa “congelamento” ma è un vocabolo usato anche nella breakdance dove il corpo del ballerino si ferma per un attimo, rimane immobile, sospeso in situazioni improbabili, ad esempio testa verso il basso e piedi verso l’alto in equilibrio su una sola mano a contatto del suolo.
Sala strapiena a Ca’ dei Ricchi mercoledì 25 febbraio per ascoltare Carlo Sala alla sua seconda presentazione di arte contemporanea incentrata su Damien Steven Hirst (Britstol 1965) e gli “Young British Artists” di Londra.
Gli uomini di riferimento della serata sono Damien, in questo periodo numero due tra gli artisti più pagati al mondo e Charles Saatchi pubblicitario, gallerista e collezionista anglo-iracheno.
Damien sale alla ribalta nel 1988 grazie ad una mostra intitolata “Freeze”.
Freeze significa “congelamento” ma è un vocabolo usato anche nella breakdance dove il corpo del ballerino si ferma per un attimo, rimane immobile, sospeso in situazioni improbabili, ad esempio testa verso il basso e piedi verso l’alto in equilibrio su una sola mano a contatto del suolo.
Ubicazione:
Treviso TV, Italia
giovedì 26 febbraio 2015
Museo di Santa Caterina di #Treviso e le truppe allo sbaraglio
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| Tribuna, 25-02-2015 |
Le premesse che qualcosa vada storto, peraltro, ci sono tutte, visto il pressapochismo con cui è stata gestita l'operazione ma ciò che mi sconcerta di più è che la trattativa tra Comune e la società che gestirà la Grande Mostra è tenuta segreta a tutti, inclusi i consiglieri della maggioranza.
In altre parole persino i capigruppo, compreso quello del partito che domina la scena nazionale, sono poco più che spettatori.
Capiamo la cieca e totale fiducia che anima costoro ma in questa situazione si parla di:
- milioni di euro delle nostre tasche come fossero noccioline,
- penali inserite in corso d'opera perché tira una brutta aria fatte passare per la norma (se è così normale come mai salta fuori ora e nessuno se l'aspettava prima?),
- accordi che vengono discussi, con tutte le noccioline di cui sopra, senza che nessuno ne sappia alcunché, se non quelli (uno, due, forse tre) che gestiscono privatamente e riservatamente la trattativa per conto del Comune mentre gli altri sono rappresentati da Consorzi, Associazioni, gruppi e chi più ne ha più ne metta...
Ma evidentemente si è perso totalmente il senso del proprio ruolo e i consiglieri comunali (con rare e isolate eccezioni) pensano di limitarsi al ruolo di soldatini intruppati, con buona pace di tutte quelle persone che si sono recate alle urne esprimendo il proprio voto non solo per il Sindaco ma per ciascuno di quelli che oggi siedono in maggioranza...
Ricordo che nei tempi passati, rischiando la vita, i soldati più semplici hanno dimostrato, in qualche caso, il coraggio di ribellarsi a ordini folli...
Ricordo che nei tempi passati, rischiando la vita, i soldati più semplici hanno dimostrato, in qualche caso, il coraggio di ribellarsi a ordini folli...
Quelle figure, alla fine, sono passate alla storia mentre noi siamo condannati alla triste ordinarietà di un finale già scritto...
domenica 22 febbraio 2015
#Museo di Santa Caterina di #Treviso: il segreto di Pulcinella
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| Tribuna, 14-02-2015 |
Riparto dalla commissione consiliare congiunta con annessa visita guidata al Museo di venerdì 13 febbraio scorso.
Abbiamo avuto, così, la possibilità di provare il "brivido" dei tecnici della Soprintendenza a cui è stata illustrata la "variante" migliorativa del progetto del 19 dicembre 2014 a voce e a gesti.
Come già detto in altre sedi: capisco che l'Italia è un posto originale ma mi mancava di sentire parlare di progetti, pareri e approvazioni forniti "a voce" senza neppure uno straccio di verbale.
Con tanti avvocati in giro mi pare strano che si dimentichi l'antico motto "verba volant scripta manent"...
Come già detto in altre sedi: capisco che l'Italia è un posto originale ma mi mancava di sentire parlare di progetti, pareri e approvazioni forniti "a voce" senza neppure uno straccio di verbale.
Con tanti avvocati in giro mi pare strano che si dimentichi l'antico motto "verba volant scripta manent"...
Per intanto dell'avallo "ufficioso" di cui si scrive nell'articolo qui proposto, a più di una settimana di distanza nulla si sa...
Vale la pena evidenziare altri elementi.
Durante la commissione il Dirigente dei lavori pubblici del Comune di Treviso ha affermato che c'è un unico progetto, almeno per ora, quello definitivo-esecutivo della famigerata Delibera di Giunta del 19/12/2014 i cui lavori, per affermazione del medesimo Dirigente, sono già stati "appaltati".
Piccola imprecisione, invece, è quella relativa ai pareri delle Soprintendenze.
Vale la pena evidenziare altri elementi.
Durante la commissione il Dirigente dei lavori pubblici del Comune di Treviso ha affermato che c'è un unico progetto, almeno per ora, quello definitivo-esecutivo della famigerata Delibera di Giunta del 19/12/2014 i cui lavori, per affermazione del medesimo Dirigente, sono già stati "appaltati".
Piccola imprecisione, invece, è quella relativa ai pareri delle Soprintendenze.
Infatti quel progetto (quello di dicembre 2014) è stato approvato dalla Giunta comunale senza alcun preventivo parere della Soprintendenza, tanto che il solo parere che è stato acquisito, almeno da quanto risulta dalle richieste di accesso agli atti fatte da alcuni consiglieri comunali, è giunto a metà gennaio 2015 e ha sconfessato la previsione di chiudere il chiostro piccolo con vetrate.
Senza i pareri, dunque, è stato mandato il progetto in Regione con la richiesta di finanziamento per poter spendere i soldi dei contribuenti veneti, e non solo trevigiani.
Della variante descritta come qualcosa che ha convinto la Soprintendenza, come scritto, non sappiamo più nulla: nessuna formalizzazione, né del progetto né dei relativi pareri...
Mentre sappiamo bene che lo smantellamento dell'attuale aula didattica, che finirà nella sala ipogea del Museo, è stato già iniziato dal personale interno del Museo.
Ma l'aspetto più rilevante, e il motivo del titolo di questo mio intervento, è che, al di là di tutte le favole dell'orso, più e meno tutti sanno come andrà a finire la vicenda: il segreto di Pulcinella!
Il resoconto di quanto accaduto a Vicenza e Verona apparso su Quaderni Vicentini, diffuso dal Comitato Santa Caterina Bene Comune, mi sembra inequivocabile.
Senza i pareri, dunque, è stato mandato il progetto in Regione con la richiesta di finanziamento per poter spendere i soldi dei contribuenti veneti, e non solo trevigiani.
Della variante descritta come qualcosa che ha convinto la Soprintendenza, come scritto, non sappiamo più nulla: nessuna formalizzazione, né del progetto né dei relativi pareri...
Mentre sappiamo bene che lo smantellamento dell'attuale aula didattica, che finirà nella sala ipogea del Museo, è stato già iniziato dal personale interno del Museo.
Ma l'aspetto più rilevante, e il motivo del titolo di questo mio intervento, è che, al di là di tutte le favole dell'orso, più e meno tutti sanno come andrà a finire la vicenda: il segreto di Pulcinella!
Il resoconto di quanto accaduto a Vicenza e Verona apparso su Quaderni Vicentini, diffuso dal Comitato Santa Caterina Bene Comune, mi sembra inequivocabile.
La descrizione dei lavori ricalca quanto è stato deliberato e vi abbiamo descritto per Santa Caterina compresi bookshop, guardaroba, sistemi di sicurezza,...
L'operazione "Grandi mostre" porterà spese pubbliche (ingenti) e guadagni privati (certi).
Il vantaggio per Treviso è tutto fondato sulla fiducia, come affermato da qualche consigliere di maggioranza, sulla speranza, che forse anima qualcuno, o, a mio giudizio, sull'illusione.
Il problema è che alla Giunta manca il coraggio di confrontarsi sui numeri e a carte scoperte, prima di vincolare il Comune, che la Giunta amministra ma non possiede, e di spendere i soldi dei cittadini.
Non è un caso, infatti, se il Presidente della Commissione bilancio ha candidamente affermato che la convenzione tra Comune e il grande allestitore di mostre (e qui davvero è irrilevante si chiami Goldin, Pinco, Pallo o Topolino) sarà resa nota solo dopo essere stata sottoscritta... Alla faccia della trasparenza e della partecipazione.
Forse solo allora anche i più scettici riusciranno a fare il confronto tra la situazione di Treviso e quelle di Vicenza o Verona per scoprire che faremo, abbiamo fatto, esattamente la stessa fine...
Tanto vi risulta che al Sindaco di Vicenza o di Verona qualcuno abbia chiesto conto?
Quindi il Sindaco di Treviso ha tutto da guadagnare dall'operazione, chi rischia, e molto, di rimetterci sono i cittadini trevigiani e le casse comunali...
mercoledì 11 febbraio 2015
Il Museo di Santa Caterina e la favola dell'orso a #Treviso
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| La Tribuna, 11-02-2015 |
Perciò niente carte da studiare, neppure in bozza, in vista della commissione consiliare congiunta di venerdì 13, preannunciata dal Sindaco come alto momento di confronto con i consiglieri...
Ma allora Sindaco, Presidente del consiglio, Giunta, consiglieri di maggioranza, volontari quale progetto pretendevano illustrasse la consigliera Zanussi venerdì scorso?
Di cosa stanno parlando sui giornali da giorni?
Perché, invece, il 19 dicembre la Giunta ha ritenuto che non ci fosse alcun problema ad approvare un progetto definitivo/esecutivo senza attendere i pareri di legge?
Qui si sta raccontando la favola dell'orso e, purtroppo, pare che in tanti ci stiano cascando...
Vorrei fosse chiaro, anche a chi non ha visto durante l'assemblea di venerdì la slide con una bella X sopra la domanda "Goldin sì, Goldin no", che il problema non è Goldin ma la spesa di oltre 1 milione di euro per snaturare completamente il Museo di Santa Caterina, patrimonio di tutti, per un'iniziativa, privata, di cui il Comune sembra ignorare i contenuti.
A questo punto sarebbe molto meglio che il Sindaco nominasse Goldin direttore dei Musei di Treviso.
In questo modo sarà davvero il Comune ad avere la regia del progetto culturale di Treviso e risponderà direttamente a tutti i cittadini delle proprie azioni e dei soldi pubblici impiegati, così, finalmente, Goldin sarà davvero un "bene comune" perché dalla città incaricato e alla città renderà conto del suo operato.
Sono sicuro che le mostre organizzate dal nuovo direttore dei Musei di Treviso saranno di successo come se fossero della sua Linea d'Ombra e catalizzeranno lo stesso entusiasmo che leggiamo da giorni sui giornali e, magari, potremo anche sperare che il tutto avvenga preservando la funzione e il lavoro quotidiano fino ad ora svolto al Museo di Santa Caterina...
domenica 8 febbraio 2015
#Treviso: chi risponderà della pessima scelta su Santa Caterina?
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| La Tribuna, 08-02-2015 |
Poco interessa chi siede su questa o quella poltrona, ciò che conta è assumersi le responsabilità delle scelte e, magari, avere la capacità di ricredersi di fronte all'evidenza di un errore...
In poche parole, l'importante è la preservazione del patrimonio pubblico di Treviso e quindi dei Musei Civici di cui Santa Caterina è perno...
È inaccettabile che un Museo venga "sacrificato" per organizzare mostre private, per quante persone possano portare in città.
Altri sono gli spazi da dedicare a quello scopo.
Santa Caterina è un bene collettivo di tutti i trevigiani e non può essere snaturato per la decisione di pochi.
Museo di Santa Caterina: nessun progetto culturale nelle scelte del Comune di #Treviso
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| La Tribuna, 07-02-2015 |
Per completezza di informazione, all'assemblea pubblica di venerdì sera organizzata dal Comitato Santa Caterina Bene Comune, è parso di intendere che il trasloco delle opere, previsto dal 10 febbraio, non sarà immediato...
Non è chiaro, almeno a me, se il rinvio sia motivato dal fatto che non sono ancora arrivati i permessi necessari o dal fatto che qualcuno, spinto dalle condivisibili richieste dei cittadini, si è reso conto che presentare il progetto, a consiglieri comunali e ai trevigiani, prima di attuarlo rappresenta il minimo della decenza...
venerdì 6 febbraio 2015
#Treviso: giù le mani da Santa Caterina!
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| Il Bevitore - www.marcadoc.com/ |
Da settimana prossima inizia lo spoglio delle sale del Museo di Santa Caterina con il trasferimento delle opere!
Con buona pace di chi non è d'accordo...
Il tutto, si legge nell'articolo del Gazzettino di oggi, perché con il Museo di Santa Caterina non si guadagna abbastanza e servono le grandi mostre di Goldin...
Mi chiedo, allora:
- chi tirerà fuori 1 milione e 200 mila Euro, al di là di un po' di elemosina dei privati che sarà giusto di alcune centinaia di migliaia di euro, a credere alle lettere di intenti che quasi nessuno ha visto a parte il Sindaco....?
- quanto guadagnerà il Comune dalle mostre di Goldin che con la sua Linea d'Ombra incasserà interamente il prezzo del biglietto?
- quanti visitatori delle mostre di Goldin pagheranno un altro biglietto per la visita a quel poco del Museo di Santa Caterina che non sarà sacrificato per fare spazio alle grandi mostre?Anzi, da che si sente, sarà garantito e "compreso nel prezzo" pagato a Linea d'Ombra, l'accesso alle stanze, quelle poche, rimaste del Museo.
- voi pensate che Linea d'Ombra pagherà al Comune bollette e affitto per le sale? Il collettivo ZTL è stato duramente criticato per le bollette della luce della caserma Piave... In questo caso nessuno si scandalizza?
- chi paga il trasferimento delle opere oggi ospitate a Santa Caterina per fare largo a Goldin? Trasferimento che costa 20.000 euro alle nostre tasche e che avverrà in tutta fretta dalla prossima settimana!
- in che condizioni sono le sale del Bailo dove finiranno le opere dalla prossima settimana se non sono ancora finiti i lavori? Chi pagherà se ci saranno danni alle opere immagazzinate in sale non collaudate? Le opere dovranno essere poi spostate ancora e con quali costi?
- il prezzo che i visitatori del Museo dovranno pagare per usare il nuovo guardaroba (che priverà la città della sala conferenze intitolata a Clara Rosso Coletti) per le mostra di Goldin, anche se volessero solo vedere le opere (quelle poche) del Museo, verrà "scalato" dal prezzo del biglietto di ingresso al Museo, cioè dall'unico introito del Comune?
- il problema della scarsa remuneratività dell'attuale Museo è legato alla quantità dei visitatori o a un prezzo di ingresso di pochi euro rispetto alle decine di euro che costa vedere una mostra di Goldin? Anche solo le opere di Arturo Martini o di Giovanni Barbisan che sono in questi giorni esposte al Museo di Santa Caterina, se opportunamente "valorizzate" con una campagna di informazione pubblicitaria, non potrebbero richiamare molti più visitatori disposti a pagare per vedere tali opere d'arte?
- perché questa assurda fretta e l'assenza di qualsiasi riflessione o ascolto? Perché i lavori, nonostante tutto, devono iniziare senza nemmeno avere un progetto esecutivo e tutti i pareri degli enti al riguardo? Davvero il timore è di perdere i finanziamenti? O c'è qualcosa che la Giunta rischia di perdere se non procede a testa bassa con ciò che ha deciso senza alcun confronto o dibattito?
Un'unica risposta è possibile: "giù le mani da Santa Caterina!"
...con buona pace delle chiacchiere e della propaganda pre e post elettorale.
lunedì 2 febbraio 2015
Museo di Santa Caterina di #Treviso: le risposte del Comune in sede pubblica
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| La Tribuna, 31-01-2015 |
Se ricordate, infatti, avevo concluso il mio post su Santa Caterina del 28 gennaio con due auspici.
Uno dei quali era "l'illustrazione pubblica ai cittadini di Treviso di cosa sarà del Museo di Santa Caterina dopo i lavori urgenti decisi dalla Giunta, da parte di chi ne è così convinto"
Questo articolo sembra suggerire che il Sindaco ci abbia sentito...
Uno dei quali era "l'illustrazione pubblica ai cittadini di Treviso di cosa sarà del Museo di Santa Caterina dopo i lavori urgenti decisi dalla Giunta, da parte di chi ne è così convinto"
Questo articolo sembra suggerire che il Sindaco ci abbia sentito...
domenica 1 febbraio 2015
Museo di Santa Caterina di #Treviso: tanti, troppi dubbi... Ne parliamo venerdì 6 febbraio, ore 20.45
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| La Tribuna, 30-01-2015 |
Ma evidentemente le perplessità non sono solo di noi trevigiani e sempre più spesso si leggono anche su blog e testate giornalistiche nazionali.
Un paio di quelle che ci sono saltate all'occhio sono:
- il blog di D di Repubblica di Valentina Bernabei con un pezzo dal titolo "Un privato offusca il museo civico di Treviso";
- la rivista online exibart.com con un articolo dal titolo "Goldin-Gate! Trevigiana all'armi per il progetto di restyling del Museo di Santa Caterina...".
Perciò diviene ancora più interessante partecipare all'assemblea pubblica del Comitato "Museo di Santa Caterina bene comune" che si terrà venerdì 6 febbraio alle ore 20.45 presso l'Auditorium Stefanini di viale III armata a Treviso:


giovedì 29 gennaio 2015
Giunta di #Treviso, quanto ci fai spendere?
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| L'ingresso al Museo da Piazza Botter |
Finalmente abbiamo avuto il tempo di visionare progetto e i capitolati dei lavori da svolgersi al Museo di Santa Caterina al fine di ospitare le mostre di Goldin.
Ci sembra doveroso, quindi, porre all'attenzione di tutti qualche numero...
Ci sembra doveroso, quindi, porre all'attenzione di tutti qualche numero...
Il progetto prevede il coinvolgimento di 3 sale, le ex scuderie fronte piazza Matteotti, il piano primo delle stesse e la sala "grandi tele" posta al primo piano del Museo, di fronte alla vecchia scala in marmo.
Le opere, per un costo totale di Euro 1.225.000 (come da deliberazione di Giunta comunale del 19.12.2014) riguardano il rifacimento dell'impiantistica delle sale per circa 600.000 Euro e alcune modifiche edili e di arredo (pannellature, banconi, una nuova biglietteria da aggiungere all'esistente) per ulteriori 600.000 Euro.
Le opere, per un costo totale di Euro 1.225.000 (come da deliberazione di Giunta comunale del 19.12.2014) riguardano il rifacimento dell'impiantistica delle sale per circa 600.000 Euro e alcune modifiche edili e di arredo (pannellature, banconi, una nuova biglietteria da aggiungere all'esistente) per ulteriori 600.000 Euro.
A nostro avviso, questi costi che suonano iperbolici sono, in realtà, sottostimati se leggiamo i prezzi dei materiali e delle lavorazioni di posa quantificati nella redazione del capitolato d'appalto.
La cifra di 1.225.000 Euro è una stima praticamente sottocosto.
L'inevitabile conseguenza di questo è che l'importo dei lavori è destinato a lievitare oppure che la concreta messa in opera avvenga con materiali di scarsissima qualità, lavorati in maniera approssimativa e senza il rispetto delle "buone regole del costruire".
Non sapremmo scegliere la prospettiva meno nefasta per le casse comunali, per il Museo di Santa Caterina e, quindi, per il patrimonio pubblico di Treviso.
Non sapremmo scegliere la prospettiva meno nefasta per le casse comunali, per il Museo di Santa Caterina e, quindi, per il patrimonio pubblico di Treviso.
La fase progettuale è stata realizzata in parte "in casa" affidandola a tecnici dell'ufficio lavori pubblici del comune e in parte è stata utilizzata la consulenza di professionisti esterni, in particolare per la parte impiantistica, per la parte esecutiva e di direzione lavori e per le competenze relative alla sicurezza di cantiere ex L. 494/96, per un totale di oltre 100.000 euro + IVA.
Un importo lavori di circa 860.000 euro genera, quindi, compensi ai professionisti esterni pari a circa 100.500 Euro per un'attività tecnica solo parziale, considerato che parte del lavoro di progettazione viene svolto da tecnici interni al comune. La cifra complessiva, poi, è fuori di ogni logica per dei lavori di allestimento e manutenzione straordinaria la cui durata prevista è di soli 3 mesi.
Aggiungendo IVA, imprevisti e balzelli vari si arriva alla spesa totale, ormai tristemente nota, di 1.225.000 euro, e questo in sostanza per fare cosa:
- disallestire i recenti impianti delle sale e rifarli;
- demolire 8 servizi igienici e rifarli con materiali ed elementi di minor costo e minor pregio degli esistenti a giudicare dai prezzi preventivati;
- rifare il manto di copertura per interporre una guaina bituminosa ed un pannello di legno di 18 mm di spessore a "fini isolanti";
- sostituire e/o porre in opera nuove porte, nuove finestre o ulteriori chiusure a vetri;
- approntare banconi, inclusa la seconda biglietteria, e pannellature per esporre le opere.
Il Museo di Santa Caterina è stato recentemente ristrutturato e con ottimi risultati sia estetici che funzionali, inclusa l'illuminazione che per molti altri musei e sale espositive rappresenta una nota dolente.
Ritengo ancora più assurdo procedere ad una nuova ristrutturazione utilizzando le scarse risorse del Comune. Risorse che potrebbero essere destinate al completamento del museo Bailo, ora ancora in fase di ristrutturazione, così da approntare alcune sale con le dotazioni impiantistiche necessarie per ospitare le mostre delle "preziose" opere promesse da Goldin.
Si eviterebbe così una spesa per rifare qualcosa che funziona e che non necessita di interventi di manutenzione straordinaria.
Si eviterebbe così una spesa per rifare qualcosa che funziona e che non necessita di interventi di manutenzione straordinaria.
Dobbiamo ricordarci, inoltre, che la città è ancora priva di rete fognaria, situazione da terzo mondo e che probabilmente sfugge a chi redige le classifiche della "qualità di vita" delle città italiane. Quasi tutto il centro storico, ma non solo, scarica i propri reflui nell'amato Sile e negli altri canali che confluiscono in esso.
Strade, piste ciclabili e marciapiedi sono assenti, parziali o in pessime condizioni di manutenzione.
Strade, piste ciclabili e marciapiedi sono assenti, parziali o in pessime condizioni di manutenzione.
Tutto ciò mentre assistiamo all'arbitrario stanziamento di ingenti risorse all'adeguamento di Santa Caterina per le mostre di Goldin, sottraendole dal bilancio dei fondi destinati alla realizzazione di opere di urbanizzazione in quanto derivanti dai contributi di chi richiede i "permessi di costruire" immobili.
Assistiamo, inoltre, alla ripetizione della recente esperienza sulla gestione dei rifiuti in cui il Comune di Treviso ha consegnato le chiavi della città alla società Contarina che si può permettere di fare il bello e il cattivo tempo su tutto, salvo incerte e traballanti tentativi del Comune di correre ai ripari.
Ora è il turno della gestione dei musei ad opera di Goldin!
Tutto questo accade, ancora una volta, a spese dei cittadini. Infatti gli sponsor, al più, finanzieranno le mostre, i cui ricavi resteranno agli organizzatori privati, mentre le donazioni dei privati con il cosiddetto Art Bonus valgono come credito di imposta, e quindi sono tasse non pagate, per almeno il 50% degli importi donati. E, nonostante questo, per Santa Caterina, al momento, non arriviamo nemmeno alla cifra di 200.000 euro di donazioni sul milione e duecento mila euro messo a bilancio.
Il fatto che forse la regione contribuisca con una parte di risorse non ci sembra una grande conquista visto che le tasse pagate in Veneto escono comunque dalle tasche di noi cittadini, trevigiani inclusi.
Il fatto che forse la regione contribuisca con una parte di risorse non ci sembra una grande conquista visto che le tasse pagate in Veneto escono comunque dalle tasche di noi cittadini, trevigiani inclusi.
Ancora una volta, tutte le risorse della città destinate alla cultura si concentrano su un'unica e sola azione, totalmente vincolata alla buona volontà e alla capacità di un singolo soggetto che, se e quando si stufasse o non avesse la giusta gratificazione, potrebbe trovare un'altra "location" lasciando, come già accaduto, il deserto dietro di sé...
Bene che vada questa operazione darà lustro, e magari consenso elettorale, per qualche tempo a un'Amministrazione pubblica che delega responsabilità, doveri ed oneri ad altri: pochi, pochissimi privati lasciati liberi di operare come credono senza che ci sia alcuna visione, progettualità o regia complessiva.
Tutto si riduce e giustifica alla semplice e un po' limitata previsione di richiamare turisti a Treviso...
Gran magra prospettiva per chi aveva promesso di riportare la cultura al centro della politica e dell'amministrazione di Treviso.
Ubicazione:
Treviso TV, Italia
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