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sabato 25 luglio 2015

Vicolo San Pancrazio a #Treviso: il Consiglio comunale dice sì ai lavori

La Tribuna, 21-07-2015
Dopo mesi di sforzi, presentazione di documentazione fotografica e filmati, a seguito del confronto in Commissione consiliare e grazie all'accordo con l'assessore, la mia mozione è stata approvata all'unanimità nel Consiglio comunale del 23 luglio, con questa formulazione finale:

"Per quanto sopra indicato con la presente si impegna il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale, ciascuno per propria competenza, a inserire le zone immediatamente limitrofe a piazza Santa Maria dei Battuti e, quindi, anche vicolo San Pancrazio e vicolo San Leonardo, all'interno della programmazione degli interventi di rilancio del quadrante afferente il centro storico del Comune di Treviso e, in particolare, del completamento e implementazione dei lavori di riqualificazione dell'area della citata piazza Santa Maria dei Battuti, individuando le soluzioni progettuali più idonee e coerenti con le esigenze di efficacia ed economicità e compiendo le eventuali azioni prodromiche già parzialmente avviate attraverso i lavori della commissione permanente III".

Perciò i lavori in vicolo San Pancrazio e nelle aree limitrofe a Santa Maria dei Battuti saranno realizzati.
Si spera evitino la soluzione in asfalto che grida vendetta al cielo...

venerdì 24 luglio 2015

Amministrazione comunale di #Treviso, il limite è superato!

La Tribuna, 24-07-2015
di Obiettivo Treviso


La misura è colma,
  • dopo il milione e mezzo di euro, a carico dei Trevigiani, per lavori insensati e frettolosi a santa Caterina; 
  • dopo il porfido buttato per i costi eccessivi di manutenzione quando si prevedono centinaia di migliaia di euro per piazza Rinaldi, che ha un fondo perfettamente integro;
  • dopo la pagliacciata del piano di rischio aeroportuale; 
  • dopo lo strazio degli orti botanici abbandonati da oltre due anni perché non si trovano 10 mila euro, tanto da respingere l'ordine del giorno del marzo scorso al riguardo;
  • ora si "regalano" a un privato gli spazi di santa Caterina e l'ingresso al nuovo Bailo con la contropartita di mezzo euro su un biglietto da 15 euro (un trentesimo!) e un po' di promozione che qualunque organizzatore che non sia garantito dai soldi pubblici ha tutto l'interesse di fare, a proprie spese, (tra l'altro sapendo di portare pubblico grazie ad Arturo Martini e non tanto grazie a Escher).
Questa amministrazione deve andarsene smettendo di fare danni gravando sulle spalle dei Trevigiani.

E chi continua a girarsi dall'altra parte e sostenere le peggio cose in consiglio comunale deve trarre le dovute conclusioni o sarà complice di questo scempio inaccettabile.

mercoledì 17 giugno 2015

Lavori a #Treviso: dilettanti allo sbaraglio?

17-06-2015, zona Pescherie a Treviso
Ci segnalano che sono in corso i lavori di installazione di una nuova ringhiera in zona Pescherie a Treviso, ovviamente diversa dalle altre due vicine degli architetti Follina e Scarpa.

Tre ringhiere diverse quando abbiamo un regolamento comunale che disciplina pure il colore delle tende degli esercizi commerciali in centro storico...

Ma chi dovrebbe garantire un minimo di coerenza anche estetica? Forse il Comune?

Siamo alla follia!

Certo, parlando del Comune di Treviso, in questi giorni stanno inanellando una serie di figure non proprio esaltanti...

domenica 7 giugno 2015

L'università IUAV lascia #Treviso: la città, e il suo centro, continua a svuotarsi

La Tribuna 6-6-2015
Con questa notizia sembra chiudersi definitivamente l'esperienza della sede di Treviso dell'Università IUAV.

Forse moda e design non sono abbastanza smart per un impegno concreto dell'Amministrazione comunale che, nel frattempo, si perde in lotte interne...

Certo che un rimpasto in Giunta con la stessa pasta ha ben poche probabilità di portare qualcosa di buono...

giovedì 30 aprile 2015

Il Popolo di Bronzo a #Treviso

http://www.angelademontis.it/

di Mirco Venzo

Il Popolo di Bronzo è il titolo della mostra itinerante ora ospitata a Treviso, più precisamente in sala d’Arme sopra Porta Santi Quaranta. Proprietario della raccolta è la provincia di Cagliari, che non la sta nascondendo nella sua terra, ma la sta facendo girare per favorire la conoscenza della cultura sarda; decine sono le città che hanno già ospitato l’evento che inizia avere richieste anche dall’estero. A Treviso l'esposizione è arrivata grazie all’interessamento del “Circolo Amicizia Sarda” locale che ha preparato anche un esaustivo video per presentare l’iniziativa, reperibile su “Vimeo”. L’idea della mostra spetta ad una studiosa di cose sarde, Angela Demontis, che partendo dai manufatti bronzei, (delle statuette), rinvenute non solo nell’isola sarda ma anche altrove, ha cercato di ricostruire a grandezza naturale l’abbigliamento e gli accessori di quest’antica civiltà.

La ricostruzione non è certa ma il grado di attendibilità frutto di accurate ricerche è più che sufficiente per testimoniare l'elevato grado di civiltà raggiunto da quelle popolazioni che intrecciavano conoscenze legate alla concia delle pelli, alla lavorazione del legno, del bronzo, della tessitura non solo ottenuta lavorando la lana ma anche altri materiali tra cui la canapa e una fibra originata da un mollusco marino. Adalberto Garippa, presidente del circolo sardo di Treviso sottolinea la raffinatezza del gusto che poneva quella popolazione nella realizzazione dell’abbigliamento.
Descriverlo pare a me cosa superflua poiché tutti i trevigiani hanno la possibilità di visionare gratuitamente questa mostra, cogliendo ognuno con la propria sensibilità le informazioni rese disponibili dalla generosità sarda.
Inutile dire che è anche l’occasione per vedere un punto storico di Treviso: la sala che ospita la mostra è, come già indicato, proprio sopra Porta Santi Quaranta.

Orari di apertura al pubblico:
Mar. Giov. Sab. dalle 16,30 alle 19.30
Domenica e festivi dalle 10,30 alle 12,30

La mostra rimarrà a Treviso sino al 3 maggio

Per contatti e.mail l’indirizzo è amiciziasarda@gmail.com

mercoledì 11 marzo 2015

Apertura del nuovo Bailo: il vero evento per il rilancio di #Treviso nel 2015

Tribuna, 11-03-2015
Davvero non comprendo il motivo di questa insistenza ottusa e incapacità di cogliere le opportunità.

A fine anno aprirà il "nuovo" Museo Bailo, come ricorda lo stesso articolo che riportiamo qui, potrebbe essere la vera occasione di rilancio culturale, turistico, economico di Treviso senza affidarsi a improbabili "nomi di grido" da corteggiare in tutta fretta, senza insistere sulla strada di lavori per i quali, checché si cerchi di fingere altrimenti, non sono ancora stati ottenuti tutti i nulla osta necessari, senza sprecare denari, pubblici e privati, in operazioni incerte e rischiose.

Con tutta la buona volontà che stanno manifestando categorie, amministrazione e associazioni è tanto difficile trovare qualche esperto di promozione culturale che coordini una massiccia attività di marketing in vista dell'inaugurazione del Nuovo Bailo?

Potrebbe essere il vero grande evento a Treviso per il 2015!

Gino Rossi e Arturo Martini, ma non solo, ci sono invidiati dal Mondo, per quale assurdo e imperscrutabile ragione non se ne vuole approfittare?

Forse proprio perché costerebbe infinitamente meno e porterebbe gli stessi, se non maggiori, risultati? 

Forse c'è bisogno di una torta da spartire?

Mi auguro di no...


sabato 10 gennaio 2015

La #Treviso dei pacchi!

Il Gazzettino, 31-12-2014
La notizia risale al periodo natalizio ma conserva pienamente la sua attualità perciò ve la ripropongo.

Avevo già scritto dell'atteso arrivo di Goldin a Treviso, in verità con toni un po' diversi rispetto ai titoli di giornale.

Non so a voi, ma negli anni a me il Natale ha insegnato che le scatole chiuse non contengono sempre belle sorprese...

Sindaco e Assessore di Treviso, invece, sono sicurissimi che tutto andrà bene.

Nessuno potrà negare, però, che in questo caso il Comune di Treviso della "nuova" Giunta non fa certo il "regista" ma semmai il "produttore".

Purtroppo i soldi della produzione che vengono "rischiati" non sono del Sindaco o della Giunta ma sono i soldi della collettività, delle tasche dei contribuenti.

Inoltre, che si creda o meno alle coperture derivanti dall'art bonus, è indubbio che oltre 1 milione di euro viene speso per una scatola chiusa, invece che per qualsiasi altra iniziativa culturale o sociale a Treviso...

Un'ultima considerazione che molti condividono: anche per la mostra più "scalcagnata" che venga realizzata a Casa da Noal o in uno dei chiostri di Santa Caterina si chiedono un progetto allestitivo e tutte le specifiche del caso.
Qui pare si possa allestire indifferentemente negli stessi spazi e modi una mostra o l'altra come se si trattasse di mettere un soprammobile su una credenza.

Invece nei contratti, anche tra privati e non solo nella burocratica macchina pubblica, quando cambiano termini e condizioni va tutto rivisto e ridiscusso. 

Il rispetto delle regole e delle procedure serve, o dovrebbe servire, in questo genere di situazioni, a tutelare l'interesse pubblico, ma forse queste sembrano ormai solo opinioni o, forse, barzellette...

sabato 27 dicembre 2014

#Goldin a #Treviso, quanto ci costi?

www.museicivicitreviso.it
Lungi da me "remare contro" ma qualche domanda sorge spontanea dopo la pubblicazione di questa delibera, del 19 dicembre scorso, che avvia i lavori per la "grande rivoluzione" dei Musei di Santa Caterina...

Si tratta infatti di lavori che costeranno al Comune di Treviso oltre 1 milione di euro e che sembra debbano essere realizzati con grande urgenza.
La variazione di bilancio approvata a fine novembre per trovare le risorse necessarie alla rivoluzione, inoltre, ha penalizzato altri capitoli di spesa assai importanti, come ad esempio il sociale.
Tuttavia i dubbi non si limitano a questo...

Pare infatti che questi lavori così urgenti, tanto da pubblicare le delibere e mandare le comunicazioni relative durante le festività natalizie, non siano per rinnovare la struttura del museo, che non è certo fatiscente o degradata, considerati gli interventi fatti anche di recente, quanto piuttosto per soddisfare le esigenze del famoso organizzatore di mostre Goldin che tanta notorietà aveva dato a Treviso e che si preannuncia ne conferirà nuovamente alla nostra città.


Ciò che lascia davvero perplessi è che i succitati lavori serviranno a creare una sorta di museo nel museo, con sale espositive dedicate esclusivamente alle mostre di Linea d'Ombra che richiederanno, inoltre, una biglietteria indipendente, un percorso di accesso riservato, un nuovo guardaroba, ecc.
Tutto ciò, però, sottrarrà inevitabilmente spazi all'attuale complesso di Santa Caterina dei Musei Civici di Treviso.

Vediamo quali:

giovedì 4 dicembre 2014

Numeria ed ex Provincia di #Treviso: epilogo

Come già raccontato dai quotidiani e senza sorprese per nessuno il Progetto Numeria è stato approvato nella seduta del 28 novembre anche dal Consiglio comunale, dopo esserlo stato già dalla Giunta.

In realtà qualche voce critica si è sollevata anche dalla Maggioranza.

Il Gazzettino, 30-11-2014

Durante la seduta è stato anche presentato e approvato un emendamento, sempre della Maggioranza, che chiede di documentare fotograficamente con una elevata fedeltà l'attuale edificio prima che venga  parzialmente demolito e modificato, con ciò riconoscendo la perdita, anche architettonica, per la città.

La giustificazione di tale perdita: "non si poteva fare altrimenti..."

Come sapete, la penso molto diversamente.
Infatti nel mio intervento in Consiglio ho all'incirca pronunciato queste parole:

mercoledì 19 novembre 2014

Numeria ed edificio ex Provincia di #Treviso, qualche considerazione

Gli edifici rossi saranno del Comune,
quello più vicino nero il "nuovo" edificio privato
Nella Commissione consiliare Territorio di oggi, in seduta pubblica, si è visto il "plastico" dell'intervento proposto, o meglio, concertato tra Numeria e Giunta comunale, e forse anche parte di Maggioranza.

Nonostante il plastico non eravamo a Porta a Porta...

Grazie anche al "Piano casa ter", descritto a febbraio da questa maggioranza come la peste, avremo 3.200 metri cubi in più dell'attuale, 10 volte tanto i 300 metri cubi che sarebbe possibile costruire se non ci fosse il Piano casa. Però con la contropartita di due sale e dell'edificio ex Prisma che passeranno in proprietà del Comune. Il resto dei benefit sono poca cosa.

Quindi: due piani, quasi tre, in più della sagoma attuale, fino ad arrivare all'altezza dell'edificio "ex Inail" a cui va aggiunta la previsione che vengano realizzati uno o due piani interrati per i parcheggi.

A proposito: con la Deliberazione in discussione si crea un precedente di applicazione del Piano casa regionale al centro storico di Treviso e non solo che potrebbe avere effetti deflagranti sul futuro della nostra città al di là delle belle parole sul cemento zero, anche al di là della "finta" riduzione introdotta dall'osservazione del Sindaco sul PAT.

Sapendo che la seduta sarebbe stata ricca di interventi ho anticipato via email agli altri commissari le mie considerazioni che vi sottopongo:

sabato 15 novembre 2014

#Treviso: centri commerciali in centro, il caso Numeria

La Tribuna, 14-11-2014
Ricordate il destino di Cassandra di cui ho già scritto in più occasioni?

Questo articolo tratta della proposta di intervento edilizio sull'ex Provincia vicino a Piazza del Duomo di cui vi scriverò in un altro post.

Ma quello che vi faccio notare qui è una delle frasi alla fine: sull'insediamento di "medie strutture commerciali" in centro storico.
Certamente io non avevo considerato "innocente" la variante al PRG approvata nel Consiglio comunale del 25 luglio scorso. Ve ne ho scritto e, a pagina 153 del verbale della seduta, trovate la trascrizione di quanto ho detto nel mio intervento.
Peccato che quel giorno molti non mi abbiano ascoltato... infatti l'unico voto contrario è stato il mio.

Perciò comincio a chiedermi: non capiscono quello che votano o sono perfettamente consapevoli?

Non so quale sia l'alternativa peggiore...

mercoledì 29 ottobre 2014

Ex Provincia: la bella partecipazione a #Treviso

Paradossale per non dire di peggio. Anzi, parafrasando le solite noiose parole del Sindaco di Treviso potremmo dire "che bello, ci piace molto" venire a conoscenza dai quotidiani dell'ennesimo maxi-progetto per la città di Treviso.

Noi consiglieri di minoranza, infatti, potremmo anche fare a meno di andare in Consiglio comunale e nelle commissioni, tanto le decisioni ci vengono notificate a mezzo stampa.

Ma siamo fortunati perché in questo modo ci sentiamo più vicini ai cittadini che ci hanno eletto e che vengono trattati come noi: sudditi delle decisioni del monarca.

Ancora una volta è stato tutto deciso dal Sindaco e dai suoi sodali con lo "sviluppatore" di turno.
Il Consiglio Comunale sarà, al solito, chiamato solo a fare sì sì con la testolina. E guai a chi non accetta: si intralcerebbero le magnifiche sorti e progressive del cambiamento di Treviso...

Chissà se qualche consigliere di maggioranza chiederà di vedere il progetto... ma forse è più serio farne a meno considerato che non c'è spazio per ripensamenti o modifiche.

In un Comune in cui neppure i rappresentanti eletti da migliaia di cittadini sono considerati meritevoli di conoscere e valutare i progetti che interessano la città mi chiedo come si possa continuare a raccontare la favola della partecipazione.

Forse l'unica speranza è diventare tutti volontari politici, avremmo un più facile accesso alle informazioni. Anzi faccio un appello ai miei concittadini: offritevi tutti come volontari politici al Sindaco. Potrebbe capitarvi, così, di conoscere ciò che bolle in pentola e forse magari anche di essere ascoltati prima che le decisioni vengano prese.

Temo che sia l'unico modo affinché tutti i trevigiani siano Sindaco... per chi ricorda l'ennesimo slogan elettorale tradito dai fatti...

sabato 6 settembre 2014

Furia rinnovatrice a #Treviso

Prima di agosto, più precisamente il 18 luglio, abbiamo notato questo articolo che sembrava la consueta "sparata" giornalistica della "nuova" Amministrazione di Treviso.

Considerando la vicenda di vicolo San Pancrazio viene da sperare che fosse davvero un "sparata". 
Pensare, infatti, che la Giunta abbia davvero l'intenzione di spazzare via l'acciottolato della piazza sembra pura follia. 
L'acciottolato rappresenta una delle note caratteristiche del centro storico di Treviso, quello che dovrebbe attrarre turisti, e contribuisce certamente al fascino di Piazza Rinaldi che la tanto decantata pedonalizzazione vorrebbe valorizzare e rilanciare.

Forse possiamo solo affidarci al buon senso di progettisti e architetti che dall'articolo saranno invitati a proporre idee. Di tale invito, peraltro, non pare trovarsi traccia sul sito internet del Comune, immaginiamo che si attendano volontari...

Ma la scarsa capacità di chi governa la nostra città a scegliere le idee migliori, più ragionevoli, efficaci e, perché no, anche economicamente vantaggiose, temo sia sempre più manifesta...

martedì 2 settembre 2014

Vicolo San Pancrazio di Giacomo Darisi e Alessandro Gnocchi

Un'immagini di vicolo san Pancrazio del 1953
Dai giornali apprendiamo che l’amministrazione ha deciso di aggiustare le strade nel mese di ottobre. A tale proposito è stata stilata la lista di strade che riceveranno dette riparazioni.

Notiamo con stupore che nell'elenco non sia presente Vicolo San Pancrazio. Tale vicolo è situato in pieno centro storico costituito da un ciottolato dal valore e dal sapore storico tipico della tradizione trevigiana.
Tra la fine degli anni '80 fino ai primi anni del Duemila ha subito transiti continui di camion al fine di costruire palazzi e realizzare parcheggi interrati situati ai lati del vicolo. Questi transiti hanno rovinato la pavimentazione del vicolo in maniera irreparabile.
 I residenti ed i commercianti di questo vicolo, hanno in più riprese nel corso degli anni segnalato la situazione di grave degrado in cui versava il vicolo alle amministrazioni che si sono susseguite, ricevendo sempre le solite risposte, ovvero, che la cosa era già nota, ma che la mancanza di fondi non permetteva di fare un intervento risolutivo per la pavimentazione del vicolo stesso.
Quindi negli anni non è stata fatta nessuna opera di manutenzione stradale, se non quella di riempire le innumerevoli buche formatisi negli anni con dei secchi di catrame…
Risultato? La pavimentazione di uno dei vicoli più antichi di Treviso, oltre a essere difficilmente e pericolosamente percorribile al transito pedonale (diverse persone anziane sono inciampate finendo a terra), è un misto di affossamenti, macchie di catrame, e di centinaia di ciottoli usciti dalla propria sede che risulterebbero molto pericolosi nel momento in cui una macchina ci passasse sopra. Da notare poi che questa piccola arteria stradale Trevigiana storicamente rilevante, è importante anche perché congiunge Via Martiri della Libertà al Quartiere Latino e per questo è percorsa da molti turisti.
L'aspetto paradossale poi è che nel tempo Vicolo San Pancrazio risulterà ancora più importante visto che è situata all'interno della "Zona Pedonale" che l’amministrazione ha intenzione di creare tra settembre e dicembre.

Detto ciò pensiamo che Vicolo San Pancrazio abbia il diritto di rientrare all'interno della lista delle strade che riceveranno gli interventi di rifacimento della pavimentazione stradale ad ottobre visto che sono stati erogati 1.800.000,00 € a tal fine e che non venga messa, come sempre, in fondo alla lista delle cose non compiute.

Giacomo Darisi e Alessandro Gnocchi

lunedì 4 agosto 2014

Consiglio comunale di #Treviso, tema #4: i megastore in centro storico

Siamo al quarto resoconto del Consiglio comunale di venerdì 25 luglio scorso che ha affrontato serie di argomenti scottanti di cui vi sto raccontando a puntate.

Oggi parliamo delle medie e grandi strutture di vendita in centro storico.

Un'anticipazione si era avuta sui giornali di qualche tempo fa.

Quello che è successo venerdì ha, secondo me, del paradossale.
Vediamo se sono l'unico a pensarlo...

giovedì 31 luglio 2014

Consiglio comunale di #Treviso, tema #3: la pedonalizzazione

Siamo al terzo resoconto del Consiglio comunale di venerdì 25 luglio scorso che ha affrontato serie di argomenti scottanti di cui vi sto raccontando a puntate.

Oggi vi scrivo del progetto di pedonalizzazione e di competitività territoriale. 



Il confronto in Consiglio è stato, come spesso accade, solo una rappresentazione perché tutto è già deciso. Anzi, sarebbe meglio dire che tutto è deciso ma non si sa bene che cosa.
Basta, infatti, leggere il parere contabile allegato alla Deliberazione che è stata votata per scoprire che solo alcune azioni previste dal progetto, poche aggiungo io, sono realmente finanziate. Per tutto il resto, rinnovamento delle piazze, investimenti, non si sa se si troveranno le risorse o, addirittura, non si ha neppure una stima di quante risorse serviranno.

Nel testo del provvedimento votato in Consiglio si legge, candidamente, che

giovedì 10 luglio 2014

Sui #megastore in centro storico a #Treviso


Sui megastore il primi vero veto è della Caldato il gazzettino 6 Luglio 2014
TREVISO - (pcal) Martedì la giunta discuterà dell'individuazione delle aree del centro dove aprire megastore mono-marca. L'idea, recependo una direttiva regionale, è di mettere a disposizione la città dentro le Mura, Fiera e una zona vicino all'ospedale. A Ca’ Sugana potranno quindi arrivare domande per aprire punti vendita da almeno 1500 metri quadrati, poi spetterà al consiglio comunale decidere. E già si alzano le polemiche. La prima a intervenire è MaristellaCaldato (Pd), molto critica verso la giunta e assolutamente contraria all'apertura di megastore in centro. «Non credo sia questo il momento di aderire alla svolta indicata dalla Regione di costruire megastore per salvare il centro storico -attacca- Il vero bene per la città è altro». E la Caldato elenca: «Bisogna congelare, per il momento, la legge regionale. I megastore non rappresentano una panacea per l'abbandono del centro. Bisogna avviare, invece, vere politiche di rilancio, non palliativi sconnessi e privi di programmazione nel lungo termine. Bisogna concludere organicamente il percorso di definizione del Piano di assetto del territorio e del conseguente Piano degli interventi: solo dopo aver elaborato questi due documenti urbanistici strategici si potrà iniziare a discutere di megastore in centro storico. Perché tanta fretta nel varare i centri commerciali? È nell'interesse dei trevigiani fare un megastore magari nell'area ex De Longhi?».

mercoledì 18 giugno 2014

Pedonalizzazione: #partecipazione vs #Giunta 0 a 1


Dispiace apparire insistenti ma qui proprio non ci siamo.
Se la Giunta ha già approvato una delibera con tutti i contenuti indicati in questo articolo come si fa a parlare di partecipazione?
Se si discute dopo che la decisione è presa in riunioni pubbliche, come quella del 24 giugno prossimo, dove sta il coinvolgimento dei cittadini?
Speriamo che almeno la categoria dei commercianti (che comunque non è l'unica interessata) abbia potuto contribuire a questa decisione attraverso i fantomatici tavoli di cui tanto si è vagheggiato sui giornali ma di cui, per ora, non si hanno notizie certe.

lunedì 9 giugno 2014

Segnaliamo: Luoghi storici del commercio

"
Fonte: Comune di Venezia
Si rende noto che la Giunta regionale, con la deliberazione n. 696 del 13 maggio 2014 e Allegato B - Disposizioni attuative dell’articolo 11 “Luoghi storici del commercio), ha provvedutoall’istituzione dell’elenco regionale dei luoghi storici del commercio, in attuazione della disposizione di cui all’articolo 11 della legge regionale 28 dicembre 2012, n. 50, dettando, nel contempo, i criteri per l’individuazione dei predetti luoghi da parte dei Comuni e le modalità di iscrizione all’elenco regionale. 
In fase di prima applicazione della nuova disciplina regionale le domande di iscrizione devono essere presentate al SUAP competente per territorio dal 1 giugno al 15 luglio 2014, che deve considerarsi termine perentorio a pena di esclusione per l’anno in corso.

Di seguito è possibile scaricare la modulistica:
Elenco regionale dei luoghi storici (Allegato A) formato PDF - formato editabile (.xml)
Domanda di iscrizione all’elenco (Allegato C) formato PDF
Scheda di censimento (Allegato D) formato PDF - formato editabile (.xml)

"

Fonte: Regione Veneto - qui