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lunedì 2 novembre 2015

"Grandi opere stradali", sabato 14 novembre si parla di "Strade morte" a #Treviso, libreria IBS

http://www.ibs.it/libreria/treviso/tv.html
Sabato 14 novembre, alle ore 17.45

alla libreria IBS di Treviso in corso del Popolo 40

presentazione del libro "Strade Morte"

saranno presenti gli autori, tra cui Marco Milioni, il giornalista che ha scritto questo articolo sul "nostro" IV lotto della tangenziale.

Sapete il nostro giudizio in merito...

Questo libro può offrire una ulteriore prospettiva sul tema perciò sarò felice di introdurre la presentazione.

Un assaggio del libro:

lunedì 27 ottobre 2014

A #Treviso esce un bando per promuovere l'impianto di alberi/arbusti in aree private. Le mie perplessità sull'iniziativa.

siepi di un'unica specie in un giardino privato
L'amministrazione comunale di Treviso ci ha raccontato che i fondi che annualmente venivano stanziati per gli Orti botanici di Treviso (circa 15.000 Euro) non erano più reperibili (si veda quanto scritto in merito in questo blog qui). A distanza di poco tempo, saltano fuori ben 40.000 Euro per promuovere l'impianto di alberi/arbusti in aree private con un provvedimento affrettato e che sembra avere, a nostro giudizio, scarso criterio. Il comune di Treviso ha, infatti, recentemente indetto un bando per finanziare interventi di messa a dimora di alberi e arbusti nei giardini privati allo scopo di ridurre e assorbire le emissioni di CO2 in città (“Bando di concorso per l’erogazione di contributi per promuovere la piantumazione di alberi e/o arbusti per siepi autoctoni in aree private” - per i documenti ufficiali si consulti la pagina web del comune di Treviso).
Ritengo che la lista sia fuorviante e che gli obiettivi perseguiti siano di dubbia efficacia. L'iniziativa si configura più come un finanziamento a pioggia piuttosto che un intervento mirato a ottenere gli obiettivi dichiarati.

Queste in sintesi le ragioni delle mie perplessità:
  1. mancano dei criteri ragionati di impianto e di scelta delle specie (seppur dichiarate autoctone). Sarebbe stato il caso di dare qualche indicazione sulla messa a dimora delle piante;
  2. alcune specie pur essendo nell’areale compatibile presentano dei problemi di impianto nel contesto ambientale di Treviso;
  3. dubbia è anche la selezione di alcune specie che presentano non pochi problemi di gestione. Il bosso (Buxus sempervirens), ad esempio, è a grande rischio di parassiti (piralide) che lo conducono a grave deperimento; 
  4. il bando non limita e non regola situazioni di dubbia efficacia. È possibile, infatti, richiedere il finanziamento anche qualora si volesse impiantare una singola specie (ad esempio una siepe composta solo da un tipo di arbusto);
  5. difficoltà sorgono anche quando si considera l’effettiva efficacia di un provvedimento volto ad abbassare la concentrazione di CO2 nell’aria. L'eventuale messa a dimora di qualche pianta in giardini privati non si configura minimamente come un'azione, per densità e capacità di fissazione, all'altezza di incidere in modo misurabile; 
  6. fasce tampone, siepi campestri, boschetti urbani hanno una efficacia sicuramente maggiore di un giardino privato per perseguire lo scopo del bando, la riduzione dell’anidride carbonica mediante “fissazione” nelle piante;
  7. il suolo libero non impermeabilizzato è di per sé già una risorsa importante per l'immagazzinamento del carbonio;
  8. dal punto di vista naturalistico, ammesso che si possa applicare tale concetto a giardini privati la cui estensione può essere minima, sarebbe stato possibile uno sforzo in più puntando a migliorare la naturalità e biodiversità urbane. Per esempio prevedendo che, nel caso di arbusti e siepi, il finanziamento fosse erogabile per piantumazioni miste con attenzione alla compatibilità e integrazione reciproche per evitare l'instaurarsi di meccanismi di competizione; 
  9. per quanto riguarda gli alberi, inoltre, sarebbe stato necessario avvisare delle possibili altezze che questi raggiungono (un tasso - Taxus baccata può arrivare a 25 metri e più di altezza come tanti altri alberi della lista). Non sono rari i casi in cui si piantano alberi quando sono ancora piccoli salvo poi pentirsene nel giro di qualche anno; 
  10. un'ulteriore opportuna cautela sarebbe quella di avvisare che nelle nostre zone il leccio (Quercus ilex) è mediamente sofferente e malaticcio se piantato laddove la falda sotterranea è molto vicina al piano di campagna, come pure la roverella (Quercus pubescens) o il castagno (Castanea sativa), quest'ultimo molto più pertinente alla mezza montagna.

Certamente tali indicazioni dovrebbero e potrebbero essere fornite dai vivaisti con i quali viene stipulata la convenzione ma rendere esplicita questa esigenza sarebbe stata una buona idea.

Utilizzare una lista di specie autoctone nel più ampio areale senza un minimo di attenzione al contesto di Treviso, come l'inserimento del castagno o del cerro (Quercus cerris) bene evidenzia e alla destinazione a verde privato, con tutti i problemi che ciascuno “privato” dovrebbe affrontare per specie con esigenze al limite dell’ambiente, non sembra una scelta oculata e ponderata.
Da segnalare, infine, che l'inserimento in tabella della specie oxycarpa del Frassino (a parte la dubbia collocazione tassonomica) ha fatto scorrere le righe della seconda colonna con il risultato che, dal Frassino in giù, i nomi comuni non corrispondono al nome scientifico.

Concludo dicendo che mi stupisce e mi lascia senza parole il fatto che per questa iniziativa raffazzonata siano stati trovati ben 40.000 Euro quando da poco si è deciso di non dare più il contributo di 15.000 Euro all'attività scientifica svolta negli orti botanici di Treviso con la scusa della mancanza di fondi, abbandonandoli a un destino incerto...

Sarà sicuramente mia cura suggerire all'amministrazione comunale di Treviso di tenere conto di quanto detto sopra... e chissà, magari, di rimediare!
(articolo scritto con l'aiuto di alcuni collaboratori)

martedì 6 maggio 2014

Piano di assetto del territorio di #Treviso: un tema che interessa tutti i cittadini

Tribuna di Treviso, 6 maggio 2014
La strana impressione che traggo dalla lettura di questo articolo è che il PAT (Piano di assetto del territorio) di Treviso sia una faccenda ormai "privata" tra Giunta e maggioranza.
Vi avevo già raccontato della proposta di emendamento all'atto di indirizzo del Sindaco affinché il Consiglio mantenesse il proprio ruolo e la propria responsabilità come organo collegiale che rappresenta tutti i cittadini e non solo chi ha vinto le elezioni.
Tema sul quale siamo tornati come minoranza consiliare presentando una nuova mozione di cui ha già dato conto un quotidiano locale. 

giovedì 10 aprile 2014

Incontro pubblico: "Partecipare fa bene alla Salute. Cittadella , quale futuro per il quartiere?"


Questa sera si svolgerà l'incontro "Partecipare fa bene alla Salute. Cittadella , quale futuro per il quartiere?", per illustrare a cittadini il progetto della Cittadella della Salute. I cittadini di Treviso sono invitati all'incontro pubblico organizzato dall'Associazione Sant'Antonino che si terrà alle ore 20.30 di giovedì 10 aprile presso la Palestra Aurora. (dietro la Chiesa Votiva, Via Antonio Scarpa).


venerdì 7 marzo 2014

Svuotare o riempire #Treviso?

Un brevissimo commento a una serie di notizie apparse sui giornali dall'università all'Appiani all'università a Villa Margherita, dagli spazi commerciali della nuova cittadella sanitaria, all'utilizzo del Sant'Artemio per manifestazioni.
Sorge però spontanea una domanda: lo svuotamento del centro è ancora un problema di Treviso?
Viene da ripensare alle dichiarazioni in campagna elettorale con i vari candidati (me incluso) a criticare le Amministrazioni che avevano permesso la fuoriuscita degli uffici dal centro e la loro concentrazione all'Appiani.
Si vuole ripetere l'errore? O si ritiene che questi processi non possano essere governati dal Comune?

La coerenza rispetto alle promesse elettorali è sempre difficile quando si vince ma, come già avevo concluso in un altro mio intervento, almeno l'onestà di dire apertamente come stanno le cose sarebbe molto apprezzata.

venerdì 28 febbraio 2014

Nel Comune di Treviso l'ambiente non è importante....

Nel Consiglio comunale di mercoledì 26 febbraio 2014, la maggioranza che governa la nostra Treviso è riuscita in un'unica giornata ad affermare che non è né utile né necessario affrontare il tema dell'ambiente.

Nell'ordine si è così espressa tramite il voto:

domenica 16 febbraio 2014

Concessioni edilizie "disinvolte" e piano di rischio aeroportuale

Fonte: Tribuna di Treviso online
Domenica 9 febbraio abbiamo letto l'ennesimo articolo sul Piano di rischio aeroportuale e annesse polemiche. Come saprete, si sono svolte tre sedute della Commissione consiliare Territorio su questo tema, l'ultima lunedì 3 febbraio, sedute secretate anche se buona parte delle questioni è stata ripresa dai giornali. 

Con questo post intendo, però, portare alla vostra attenzione un aspetto particolare... 


Le "nostre" osservazioni al PAT

Pubblico qui le osservazioni al PAT i cui contenuti trovo completamente condivisibili e che sono state presentate il giorno 8 ottobre 2013 allo scadere dei termini previsti. 
Di queste, come delle numerose altre osservazioni pubblicate in parte dal blog di Italia Nostra sezione di Treviso, è stata fornita una sintesi nella Commissione Territorio del 10 febbraio 2014 a cui non ho potuto partecipare ma nella quale poco di interessante è accaduto. Anzi è stata l'occasione per confermare che i consiglieri comunali non avranno alcun margine di azione come già vi avevo anticipato.

lunedì 20 gennaio 2014

Commissione urbanistica 'segreta' sul piano di rischio aeroportuale: una scelta politica

No entry!
La questione emersa in questi giorni merita un piccolo commento.
Si tratta della possibilità di partecipazione del pubblico alla seduta di lunedì 20 gennaio prossimo della commissione urbanistica che tratterà anche del piano di rischio aeroportuale (che avevo già citato in fondo ad un altro mio commento) e dell'associata variante al piano regolatore generale PRG.
Infatti noi consiglieri siamo stati informati che sul punto specifico del piano di rischio la seduta sarà 'segreta'.
Ritengo, e proverò a motivarlo nel seguito di questo commento, che questa sia una scelta legittima, possibile, ma non certo obbligata. Una scelta politica, insomma, e quindi, come tutte le scelte politiche, può essere contestata e non condivisa, almeno da alcuni (compreso me).

domenica 12 gennaio 2014

IV lotto della tangenziale: il modo migliore di spendere 54 milioni di euro?



Fonte:  Oggi Treviso

Dalla stampa ho letto della conferma che il quarto lotto della tangenziale di Treviso è utile, anzi necessario, fatte salve alcune modifiche del tracciato.



Il tutto è supportato da uno studio sulla viabilità che sarà presto esaminato in Giunta... Sarebbe interessante averne copia anche da parte dei consiglieri di minoranza, magari senza aspettare il passaggio in Commissione e senza che si debba richiederlo attraverso un "accesso agli atti". Così, giusto per anticipare i tempi e permettere a chi sarà chiamato a pronunciarsi in Consiglio di farsi un'idea più chiara sul tema. E non parlo ora della necessità di un coinvolgimento dei cittadini su una questione così importante...



Al di là di tutto, però, qualche riflessione mi viene spontanea e la condivido qui con voi...

sabato 7 dicembre 2013

Un percorso partecipato per i beni comuni: serata informativa

Siete tutti invitati a partecipare alla serata informativa che si terrà lunedì 9 dicembre alle 20.30 all'Hotel Ca' del Galletto. 
La serata è nata dall'esigenza di raccontare con occhio critico e attento alcuni sviluppi recenti del Piano Casa, che cosa sta succedendo attorno alla Caserma Salsa e di coinvolgere i cittadini in un momento in cui è possibile dire la propria. 
La serata è organizzata da Italia Nostra Sezione di Treviso e il Coordinamento Salviamo il paesaggio - Treviso


giovedì 21 novembre 2013

Consumo di suolo sì o no?

Per oggi allarghiamo un po' l'orizzonte.

Vi ricordate la dichiarazione del Presidente del Consiglio in occasione della visita alla diga del Vajont? Disse che il disegno di legge sul consumo di suolo sarebbe stato presentato assieme alla Legge di Stabilità (quella che fino a prima dello spread si chiamava legge finanziaria) . 
L'annuncio aveva indotto a molti commenti positivi.

L'attuale testo in discussione invece non fornisce richiami alla tutela dal consumo di suolo così come annunciato da Letta sul Vajont, anzi, va nella direzione opposta, a giudicare dalle ipotesi di deroga per la costruzione di stadi, di "vendita delle spiagge" e simili amenità.

La memoria è corta ed è l'urgenza che "detta legge" e quindi si discuterà certamente del tema delle calamità naturali (gravi fatti della Sardegna), ammesso che non ci si dimentichi anche di questo durante l'iter in parlamento.

Non sorprende che, continuando a cementificare, si producano da un lato dissesti idrogeologici e dall'altro, anche nella nostra città, la presenza di edifici abbandonati e di aree dismesse di cui nessuno ha alcun interesse ad occuparsi, tanto si può costruire di più, più velocemente e guadagnandoci di più altrove, su suolo libero.

Talvolta sarebbe meglio evitare di fare promesse se non si è in grado di (o non si vuole) mantenerle.

Alessandro


Enrico Letta in visita a Erto e Casso lo scorso ottobre Fonte: governo.it

venerdì 25 ottobre 2013

Commissione lavori Pubblici sul IV lotto della tangenziale di Treviso

Il giorno mercoledì 30 ottobre ore 17:30 nella Sala riunioni dei Gruppi consiliari avrà luogo l'illustrazione dei progetti IV lotto della tangenziale. 
La commissione sarà aperta al pubblico.

Un'ottima occasione per iniziare a chiarirsi le idee: partecipate numerosi!


giovedì 17 ottobre 2013

PAT: torniamo sull'argomento

PAT torniamo sull'argomento...

Come saprete in data 8 ottobre scadeva il termine per presentare le osservazioni al PAT...
Una interessante, e vasta, raccolta di quanto presentato si trova sul blog di Italia Nostra.
Per quanto riguarda me rinvio ad un altro post la questione.

Eravamo però rimasti a quale potesse essere il ruolo del consigliere comunale e alle mie richieste formulate all'Amministrazione. Con puntualità gli Uffici del Comune mi hanno risposto entro il termine dell'8 ottobre che si diceva.
Sotto riporto i punti delle mie domande, precedute da una D, con quello che sono i contenuti della risposta, preceduti da una R - almeno per come li ho compresi io ;-) .

A proposito, mi scuso per il ritardo di questo post.


1.
D.: l'inaccoglibilità delle osservazioni presentate da consiglieri comunali è limitata ai consiglieri in carica nel consiglio che ha deliberato l'adozione del PAT?
R.: la normativa regionale, come conferma la giurisprudenza e altre sentenze del Consiglio di Stato, diverse da quelle [ndr. da me] citate, attribuisce a qualsiasi cittadino e quindi anche a qualsiasi consigliere, ex o in carica, la possibilità di presentare osservazioni.

2.
D.: relativamente alla procedura individuata dall'accordo di copianificazione con la Provincia, nell'attuale fase: al consiglio comunale è attribuito l'esclusivo compito di individuare un proprio rappresentante in sede di conferenza di servizi istruttoria prevista dall'articolo 9, lettera p), dell'allegato C alla DGC n. 190/2012 contenente lo schema di accordo di copianificazione?
R.: dall'accordo non è attribuito alcun "esclusivo compito" al Consiglio comunale.

3.
D.: il consiglio comunale designa un proprio rappresentante anche in sede di conferenza di servizi finale di cui all'articolo 9, lettera r), del suddetto allegato C per l'approvazione del PAT, presieduta dal Sindaco o suo delegato?
R.: l'accordo di copianificazione non prevede che il Consiglio comunale abbia un proprio rappresentante in sede di Conferenza di servizi.

4.
D.: se al consiglio comunale come organo collegiale non è riservata alcuna competenza in merito alla valutazione delle osservazioni sul PAT adottato, quale forma di incarico o delega viene attribuito al proprio rappresentante in sede di conferenza di servizi? E quale contenuto avrà il parere espresso da tale rappresentante?
R.: oltre a quanto già detto sopra, si aggiunge che la legge prevede che l'Ente sia rappresentato da un singolo delegato ad esprimere la posizione dell'Amministrazione.

5.
D.: dato che l'accordo di copianificazione, e il relativo schema, non mi risultano essere stati oggetto di deliberazione da parte del consiglio comunale, come va giudicata la legittimità degli stessi che non prevedono alcuna competenza esplicita del consiglio in sede di valutazione delle osservazioni, fase che si configura come precipua dell'attività riservata esplicitamente al consiglio comunale sia dalla L. 1150/1942 sia dalla L.R. 11/2004, all'art. 14, comma 3, ma che non viene però chiaramente individuata nell'art. 15, comma 6, che si limita a nominare "il rappresentante autorizzato dall'organo competente"?
R.: il Comune di Treviso applica la legge regionale senza entrare nel merito della sua maggiore o minore legittimità.

6.
D.: poiché l'accordo di copianificazione all'articolo 12 prevede la possibilità di una totale (o parziale) ripubblicazione del PAT qualora ricorrano precise condizioni, si deve intendere che tale ripubblicazione consista, in realtà, in una riadozione e, pertanto, che sia prevista un'ulteriore deliberazione specifica da parte del consiglio comunale? In tale caso l'impossibilità di presentare osservazioni procedibili al PAT attualmente adottato, va estesa anche ai consiglieri comunali ora in carica, benché non presenti in consiglio nel precedente mandato?
R.: la Conferenza di servizi è l'organismo (o meglio la sede) dove si valutano le osservazioni al PAT e si decide se il Piano vada ripubblicato.

7.
D.: nel caso in cui con il termine di ripubblicazione,  di totale, o parziale, vada intesa in realtà una fase di riadozione, è applicabile un percorso che veda coinvolte le competenti commissioni consiliari, preliminarmente al voto del consiglio comunale?
R.: in generale ogni provvedimento del Consiglio comunale deve essere preceduto dal parere della commissione consiliare competente.

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In estrema sintesi si può concludere che il Consiglio comunale e, dunque, i consiglieri comunali non hanno alcuna voce in capitolo da qui in poi, se non quella di presentare osservazioni (o meglio, di avere presentato osservazioni entro il giorno 8 ottobre scorso). Con buona pace dei tentativi o delle dichiarazioni di volontà di coinvolgere il Consiglio da parte di questo o quell'esponente di Maggioranza addirittura in commissione consiliare (leggi qui e qui).
Resta comunque la facoltà del Sindaco di decidere in sede di Conferenza, o anche prima, in base alla portata delle osservazioni (altrui o proprie) accolte, oppure in base alle valutazioni fatte (forse la Commissione di esperti nominata dalla Giunta potrebbe servire anche a questo), che il PAT per come è stato costruito necessita di una profonda revisione e riscrittura.

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Da ultimo, vi rimando a un successivo post la descrizione delle due osservazioni che vorrei segnalarvi con particolare attenzione.

Alessandro

venerdì 4 ottobre 2013

PAT Treviso: proroga dei termini e ruolo dei consiglieri

Doubt

Torno sull'argomento PAT e torno a citare Italia Nostra che ha indirizzato una richiesta all'Amministrazione che ritengo ampiamente condivisibile (qui il link).
Peraltro l'ulteriore proroga dei termini per la presentazione delle osservazioni al PAT sarebbe auspicabile anche per chiarire alcune domande in merito alle procedure per l'approvazione del PAT nonché al ruolo dei consiglieri comunali in questa fase.
Avevo già scritto al riguardo (ecco qui il post) ma alcuni dubbi e interrogativi sono spontanei. Per questo motivo, ho formulato ufficialmente al Comune una richiesta di chiarimento i cui contenuti riporto di seguito. 

Resta il fatto che, al di là delle questioni puramente burocratiche, la volontà politica della nuova maggioranza, e della nuova Giunta, potrebbe influenzare in modo decisivo il destino del PAT.
Un segnale di coraggio sarebbe indubbiamente quello di riprendere il discorso con i cittadini a partire dalle linee strategiche per il futuro di Treviso che, se ridefinite, potrebbero stravolgere l’intera impostazione del documento di piano.



Parto da alcune premesse:
  • La sentenza del Consiglio di Stato n. 2227 del 2004 (link) sancisce, in tema di PRG, che: "il consigliere non ha titolo per partecipare alla formazione del piano con la proposizione di osservazioni (e/o opposizioni), giacché lo stesso partecipa direttamente alla approvazione del piano in virtù del ruolo ricoperto in seno al Consiglio Comunale, nel quale ha la possibilità di esprimere il proprio dissenso ovvero di presentare emendamenti al piano stesso [...] da sottoporre all'approvazione della maggioranza
  • Il PAT di Treviso è stato adottato dal consiglio comunale durante il mandato precedente all'attuale (link alla pagina ufficiale) e con la tornata di maggio 2013 sono stati eletti nuovi consiglieri, tra cui il sottoscritto.
  • Dalla lettura dell'art. 15 della L.R. 11/2004 si evince, nel comma 3, che l'accordo di copianificazione sottoscritto dai legali rappresentanti, tra gli altri, del Comune e della Provincia, stabilisce le modalità di valutazione delle osservazioni che possono essere presentate, dopo la sua pubblicazione, al PAT adottato dal Consiglio comunale.
  • Lo stesso art. 15, al comma 6, sancisce che "il comune convoca una conferenza di servizi alla quale partecipano gli enti interessati, con un rappresentante autorizzato dal rispettivo organo competente, che si esprimono sul piano e sulle osservazioni pervenute".
  • L'art. 14 della medesima legge, al comma 3, attribuisce, in assenza di accordo di copianificazione, al Consiglio comunale la competenza sulla valutazione delle osservazioni al PAT adottato e le relative controdeduzioni, peraltro in coerenza con la L. 1150/1942 che attribuisce al Consiglio la competenza comunale in materia di piano regolatore generale e dei piani particolareggiati.
  • Lo schema di accordo di copianificazione approvato con Deliberazione della Giunta Comunale n. 190 del 13/6/2012 (qui il link) individua nella conferenza di servizi tra, almeno, rappresentanti del Comune e rappresentante della Provincia la sede per la formazione delle controdeduzione alle osservazioni giunte al Comune. Tale conferenza, nello stadio finale, è presieduta dal Sindaco o da suo delegato.

A fronte del suddetto quadro emergono le seguenti questioni per le quali è necessario sia fornita la corretta interpretazione:
  1. L'inaccoglibilità delle osservazioni presentate da consiglieri comunali è limitata ai consiglieri in carica nel consiglio che ha deliberato l'adozione del PAT?
  2. Relativamente alla procedura individuata dall'accordo di copianificazione con la Provincia, nell'attuale fase: al Consiglio comunale è attribuito l'esclusivo compito di individuare un proprio rappresentante in sede di conferenza di servizi istruttoria (che esamina le osservazioni al PAT) prevista dall'articolo 9, lettera p), dell'allegato C alla sopra citata DGC n. 190/2012, contenente lo schema di accordo di copianificazione?
  3. Il Consiglio comunale identifica un proprio rappresentante anche in sede di conferenza di servizi finale, quella prevista dall'articolo 9, lettera r), del suddetto allegato C per l'approvazione del PAT, e che deve essere presieduta dal Sindaco (o suo delegato)?
  4. Se al Consiglio comunale, come insieme dei consiglieri, non è riservata alcuna competenza in merito alla valutazione delle osservazioni sul PAT adottato, quale forma di incarico o delega viene attribuito al rappresentante del Consiglio comunale in sede di conferenza di servizi? E quale contenuto avrà il parere espresso da tale rappresentante?
  5. Visto che l'accordo di copianificazione, e il relativo schema, non mi risultano essere stati oggetto di un atto formale di approvazione da parte del Consiglio comunale, sono da considerarsi legittimi? Non prevedono, infatti, alcuna competenza esplicita del consiglio in sede di valutazione delle osservazioni, fase che appare tipica dell'attività riservata esplicitamente al Consiglio comunale sia dalla L. 1150/1942 sia dalla L.R. 11/2004, all'art. 14, comma 3. Purtroppo tale competenza non viene chiaramente individuata nell'art. 15, comma 6, quello che prevede la possibilità di copianificazine con la Provincia e che si limita a nominare "il rappresentante autorizzato dall'organo competente". 
  6. Poiché l'accordo di copianificazione all'articolo 12 prevede la possibilità di una totale (o parziale) ripubblicazione del PAT qualora ricorrano precise condizioni, si deve intendere che tale ripubblicazione consista, in realtà, in una riadozione e, pertanto, che sia prevista un'ulteriore decisione (deliberazione) specifica da parte del Consiglio comunale? In tale caso l'impossibilità di presentare osservazioni procedibili al PAT attualmente adottato, va estesa anche ai consiglieri comunali ora in carica, benché non presenti in consiglio nel precedente mandato? 
  7. Nel caso in cui con la parola "ripubblicazione" (totale o parziale che sia) vada intesa in realtà una fase di riadozione, è applicabile un percorso che veda coinvolte le competenti commissioni consiliari, preliminarmente al voto del consiglio comunale?
Appare chiaro che queste perplessità andrebbero chiarite anche per permettere una più efficace azione dei consiglieri comunali. Non è scontato che possano presentare osservazioni al PAT.


Alessandro Gnocchi





mercoledì 25 settembre 2013

PAT di Treviso - Riparliamone

Avviso tutti che sono prolisso perciò la lettura dei miei post sarà spesso un impegno non da poco e per me scriverli. Perciò la periodicità potrà essere poco battente. Cercherò di mettere delle interruzioni grafiche in modo che si possa leggere a puntate ;-) anche se certo un buon (o forse neanche troppo buono) libro o articolo di giornale resta una lettura più piacevole.

Ieri si è tenuto il primo dei due incontri sul PAT - il Piano di Assetto del Territorio di Treviso. Di questi incontri era stato dato l'annuncio tempo fa su qualche quotidiano (se n'era parlato anche su OGGI Treviso) e poi ne era stata data conferma sul pieghevole arrivato ai cittadini di Treviso (non tutti in realtà, forse per qualche disguido postale). Purtroppo solo a fine settimana scorsa era apparsa la notizia sul sito internet del Comune (dopo la segnalazione di alcuni cittadini e anche mia) ma senza avvisi in Home page. Tra l'altro oggi non si ritrovano più quelle indicazioni (forse le stanno aggiornando) ma è certo che il prossimo lunedì 30 settembre presso l'auditorium delle Scuole Stefanini, in viale 3a armata 35 a Treviso, alle ore 17.45 si terrà il secondo incontro, dedicato al dibattito tra progettisti, Amministrazione e cittadini. Qui la notizia pubblicata sulla Tribuna di treviso online.
L'illustrazione del PAT ai consiglieri comunali, alla quale ho interamente assistito, era già stata tenuta il 5 settembre scorso.
Ieri, invece, l'illustrazione era rivolta a tutti i cittadini e ho potuto seguirla solo parzialmente, senza però notare particolari differenze con la precedente illustrazione.
Alcune osservazioni condivisibili sulla serata di ieri sono state formulate da Italia Nostra. Personalmente, invece, non sono stato molto rassicurato dalle parole dell'Assessore all'Urbanistica nonostante alcune passate notizie di stampa. Specie da quelle parole dell'Assessore che, come sentito commentato da qualcuno dei presenti, lasciano quasi intendere che l'Amministrazione si attenda indicazioni strategiche da osservazioni puntuali: un approccio che appare poco coerente e quasi volto a sviare una possibile mancanza di volontà di tener fede a quanto propagandato in campagna elettorale. Non è chiaro, infatti, quale sia il numero e la portata delle osservazioni dei cittadini necessarie per dare il coraggio all'Amministrazione di intervenire radicalmente sul documento di piano strategico per il futuro della nostra città qual è il PAT. Aggiungo che è stata anche istituita una commissione di saggi sul PAT.

Ancora a gennaio 2013 (come Movimento 5 Stelle di Treviso) avevamo organizzato una serata pubblica per discutere del Piano di Assetto del Territorio di Treviso - PAT evidenziando come il cemento apparisse la "cifra" del PAT in fase di adozione. Le valutazioni sul PAT elaborate durante la campagna elettorale e tradotte nel programma elettorale con il quale mi sono presentato agli elettori trevigiani e che rappresenta il mio impegno con la città, sono già state pubblicate (qui la prima e qui la seconda).
Come emerso dalla serata di illustrazione del PAT di ieri (24 settembre) e già il 5 settembre nell'illustrazione fatta per i consiglieri comunali, la procedura amministrativa di approvazione definitiva del PAT non prevede più alcun formale coinvolgimento del Consiglio comunale - e quindi neanche dei consiglieri comunali. Resta la possibilità per tutti, invece, di presentare osservazioni al PAT. Siamo quindi, voi ed io, associazioni, categorie..., nella stessa situazione: avremo un altro incontro il 30 settembre per porre domande e quesiti e l'8 ottobre ci scadrà il termine per presentare osservazioni salvo proroghe auspicate da alcune associazioni, e lo condivido anche se forse sarebbe necessaria una riapertura dell'intera procedura per garantire una reale partecipazione dei cittadini offrendo luoghi e tempi di informazione, confronto e proposta meditata.

Nonostante il fatto che nella fase di approvazione del PAT alla quale siamo giunti, quindi, non sia prevista alcuna formale possibilità di intervento da parte dei consiglieri comunali di Treviso, nelle recenti commissioni consiliari dedicate all'urbanistica l'argomento del PAT è stato messo all'ordine del giorno. Va apprezzato il segnale di impegno e apertura al confronto da parte dei consiglieri comunali, anche di maggioranza, su questo importante tema ma va registrato che non si è giunti a grandi risultati in termini di possibili osservazioni.
Riporto, quindi, di seguito alcune mie considerazioni espresse nella Commissione Consiliare "Territorio" del 16 settembre scorso che ho chiesto fossero verbalizzate e che ripropongono, in sintesi, le valutazioni che avevo illustrato in campagna elettorale e proposto ai trevigiani.

Dichiarazione da me resa in sede di 2a Commissione Consiliare "Territorio" del 16 settembre 2013 (link all'Odg):
"A proposito del PAT ritengo utile sottolineare alcune considerazioni. Il PRG vigente era stato costruito con la previsione che Treviso raggiungesse circa 140.000 abitanti. Oggi sappiamo, e tutta la documentazione del PAT adottato lo dimostra, che negli ultimi anni la popolazione di Treviso si è stabilizzata attorno a quota 80.000. Come confermato nell'illustrazione fatta dai progettisti del PAT lo scorso 5 settembre, le previsioni per il prossimo decennio vedono un aumento di abitanti equivalenti di circa 14.000 unità.
Tale aumento viene ritenuto sufficiente per confermare la cubatura residua prevista dal PRG, pari a circa 1,6 milioni di metri cubi, a cui poi si aggiunge un "tesoretto" di altri 1,2 milioni di metri cubi.
Poiché il PRG rappresenta il primo piano degli interventi, con l'approvazione del PAT, le cubature sopra ricordate verranno interamente confermate diventando immediatamente (in via teorica perché trattasi di facoltà concessa) cantierabili (aprendo cioè alla procedura edificatoria da cui la Pubblica Amministrazione non può più recedere) salvo la possibilità di rivederle alla prima variante al piano degli interventi.
Volendo descrivere questo approccio è come se, contando sul fatto che i buoi sono addormentati, si lasciasse aperto un portone della stalla salvo chiuderlo in un secondo momento (ad oggi non fissato) con il rischio assai concreto che alla chiusura della stalla tutti i buoi, o buona parte di essi, siano già scappati.
La giurisprudenza, anche recente, ha più volte sancito la legittimità di ridimensionare la capacità edificatoria di un territorio: basti citare le sentenze del Consiglio di Stato - massimo organo di giustizia amministrativa – n. 2827 del 2003, n. 6656 del 2012 o la recentissima sentenza del 2013 relativa al Comune di Merano. Pertanto la scelta dell'attuale PAT adottato dal Comune di Treviso, è assai più rischiosa per la tutela della ormai scarsa risorsa suolo rispetto alla decisione di ridefinire immediatamente le possibilità edificatorie. Lo strumento del PAT, infatti, pur non essendo conformativo di per sé, rende efficace, come abbiamo visto sopra, senza alcun ripensamento quanto previsto decenni fa e dimostratosi sovradimensionato.
E passiamo al "tesoretto", se è vero che 1,6 milioni di metri cubi, al di là della non perfetta equivalenza tra abitanti reali e teorici, è chiaramente enorme rispetto alle previsioni di crescita della popolazione di Treviso, l'aggiunta di altra cubatura non può rappresentare alcun tesoretto in quanto, come insegna la basilare legge della domanda e dell'offerta, nessun investitore avrà vantaggio ad investire nelle aree "strategiche", soprattutto perché si vincolerebbe a ventilati accordi pubblico-privato che, nelle parole dei progettisti del PAT, dovrebbero essere dettati da "prevalente" interesse pubblico. Tali investimenti privati ci saranno, se mai accadrà, solo una volta esaurita la cubatura residua del PRG ovvero "mai", considerato il sovradimensionamento delle esigenze edificatorie ricordato e sotto gli occhi di tutti da anni.
E non intendo aprire il capito dello sfitto e inutilizzato stimato dai documenti del PAT in altrettanta cubatura rispetto al tesoretto (1 milione abbondante di metri cubi). Sfitto e inutilizzato che richiederebbe una verifica puntuale del patrimonio (residenziale e industriale) disponibile, a partire dai dati già archiviati integrandoli con eventuali rilevazioni specifiche.
Diviene, pertanto, essenziale ridefinire da subito, con gli strumenti tecnico urbanistici più opportuni, le cubature della Treviso che verrà, anche ricorrendo a strumenti perequativi e di credito edilizio che garantiscano la remuneratività delle aree già previste dal PRG ma con indici edificatori tali da arrivare a cubature complessive decisamente inferiori e tali da rendere appetibili quelle zone ritenute strategiche che, senza la presenza di un interesse - e relative risorse - anche privato, resteranno inutilizzate e abbandonate.
Da ultimo, nel quadro sopra delineato, risulta irrinunciabile la tutela del suolo libero, già fortemente depauperato negli ultimi decenni e, in particolare, la tutela della superficie agricola utilizzata, preservandola da ulteriori trasformazioni che, al di là dei requisiti minimi di legge, garantiscano un patrimonio - questo sì un vero tesoro - per le future generazioni."

Alessandro Gnocchi

Riferimenti provenienti da: Tribuna di Treviso online, Oggi Treviso, Comune di Treviso Sito, Blog Lista Civica Treviso M5S, Blog di Italia Nostra sezione Treviso